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arte e mostre
l'Adorazione del mistero
di Manuela Mattei

Alla Galleria Borghese, a Roma, finalmente godibile dal pubblico il tondo raffigurante ‘L’Adorazione del Bambino’, dopo il recente restauro a cura della Federazione Italiana Tabaccai, nell’ambito del progetto ‘FIT per l’arte e la cultura’, un capolavoro di Fra’ Bartolomeo databile, in base agli ultimi studi, intorno all’anno 1500, o in anni molto prossimi, intuizione che Roberto Longhi aveva già espresso nel 1926.

Si tratta pertanto di una delle prime opere d’arte del XVI secolo, in passato attribuita a diversi altri autori, fra cui lo stesso Raffaello, come risulta da un ‘Inventario’ Borghese della fine del XVIII secolo, che Bartolomeo di Domenico di Paolo di Jacopo – nome di battesimo di Fra’ Bartolomeo – aveva avuto modi di studiare attraverso le sue opere, come quelle di altri artisti della seconda metà degli anni ottanta del Quattrocento, quali ad esempio Lorenzo di Credi, Piero di Cosimo e Domenico Ghirlandaio.

Ed è proprio per l’uso dello sfumato, il trattamento delle luci e delle ombre, alcuni particolari formali e fisiognomici, e la stesura liquida per velature, con strati di pittura dallo spessore molto sottile, che l’opera a suo tempo era stata attribuita a Leonardo: per questo debito nei confronti del sommo artista, la mostra ha come sottotitolo ‘Fra’ Bartolomeo nel segno di Leonardo’ proprio perché ormai, in base alla lettura radiografica ed ai risultati forniti da indagini non distruttive quali la riflettografia infrarossa e la fluorescenza X, l’opera è certamente da attribuirsi a Fra’ Bartolomeo.

Si tratta di una pregevole opera in cui la composizione delle tre figure asseconda l’andamento curvilineo del supporto, con buona parte dello spazio occupato dalla Madonna, protagonista della scena insieme al Bambino, investiti da una luce che discende dall’alto, mentre San Giuseppe rimane parzialmente in penombra ed è rappresentato accovacciato.

Un tondo stilisticamente molto raffinato e sicuramente il frutto di una committenza molto importante e ricca, come risulta dall’uso di materiali preziosi quali oro e lapislazzuli, che il pubblico avrà occasione di poter ancora ammirare sino al 15 gennaio p.v.

Accompagna la rassegna un pregevole libro, edito da Campisano Editore, a cura di Alba Costamagna, Direttore della Galleria Borghese, che riporta le varie fasi delle operazioni di restauro, in uno ad interessanti testimonianze fotografiche.

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