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di Ada

ROMA - 14 giugno 2004 (AKI). Tutto si poteva pensare salvo che queste elezioni europee avrebbero potuto provocare un tale sconquasso. I piu' pessimistici sondaggi davano una vittoria ai punti per lo schieramento di centrosinistra e due o tre deputati in meno a Strasburgo avrebbero sicuramente significato per la casa della liberta' un grave e negativo segnale per il futuro politico di Berlusconi , ma lo schieramento di centrodestra poteva almeno mostrarsi ancora fiducioso per i rimanenti due anni di legislatura. La mazzata delle urne ha invece mandato all'aria tutte le previsioni: la lista Prodi ha ottenuto una maggioranza relativa schiacciante e con le altre di sinistra arriva quasi al sessanta per cento dei voti. Un terremoto elettorale e politico, quasi come quello di pochi anni fa in Francia, ma con risultati opposti, che videro il partito socialista e suoi annessi perdere clamorosamente il potere. Le reazioni: visi splendidamente gioiosi in tutte le sedi dei vincitori, folle entusiastiche nelle piazze, cartelli ironici, ma anche in parte minacciosi nei confronti degli sconfitti i cui dirigenti si chiedono : ma come e' potuto accadere?

ROMA - 15 giugno 2004 (AKI) . Cerchiamo di capire dalle dichiarazioni estorte a fatica dagli esponenti della casa della libertà la risposta che si sono data. Berlusconi :" Quasi me l'aspettavo. Ho fatto l'impossibile per far cambiare idea agli elettori che sono stati tratti in inganno dalla protervia delle campagne denigratorie dei comunisti. E poi quante serpi ho coltivate in seno, ma andro' avanti lo stesso ed anzi rafforzero' il programma di governo. Ci vedremo fra due anni. " Dopo queste dichiarazioni il presidente del Consiglio e' partito per la Sardegna per un breve periodo di riposo. Piu' chiaro Cicchitto , coordinatore di Forza Italia a proposito delle "serpi in seno". L'ex dirigente socialista non si nasconde: " Per piu'di un anno abbiamo dovuto sopportare richieste inutili di verifiche da parte degli ex democristiani e anche dagli ex missini (per la prima volta vengono così definiti gli uomini di AN). Non se ne poteva piu'. Gli elettori hanno punito la coalizione per le chiare fratture interne". E il serafico Bondi, altro coordinatore di Forza Italia: Abbiamo pagato le colpe degli altri. Vedremo quel che si deve fare nei prossimi giorni".

Gianfranco Fini: " Alleanza Nazionale e' andata bene, Abbiamo tenuto. Altri dovranno fare un attento esame dei loro comportamenti". E poi: " Se qualcuno ( vedi il presidente) si fosse occupato dei problemi del Paese invece di quelli del suo Milan, forse le cose sarebbero andate meglio". La Russa: " Noi siamo andati bene. Gli altri no" . E adesso? " Vedremo" . In realta' qualcosa hanno in mente se hanno convocato la direzione del partito per domani.

L' UDC e' contento: ha guadagnato lo 0,4 per cento. Forte di questo risultato, Follini si dichiara soddisfatto e chiedera' un'altra verifica, questa volta "definitiva". Bossi non fa una grinza : " Il Carroccio" non ha perso nulla. Lo sapevo che senza il decentramento non si andava lontano soprattutto con questi "romanocentrici"; certo che se si continua cosi'...."

ROMA - 16 giugno 2004 (AKI) . "Il governo si deve dimettere" . Lo dicono i dirigenti dell'Ulivo, uscito vincitore dalle urne. "Per ora no" dice Follini. Fini:" Perche'? " Non se ne parla nemmeno" e' il commento di Forza Italia, ma la tensione e' altissima.

ROMA - 17 giugno 2004 (AKI) . I giornali parlano ormai di crisi. Interviste a fiumi e altrettante ipotesi di soluzione. La piu' gettonata e' quella di un governo Fini-Follini con l'astensione di Forza Italia che da parte sua dice:"Non se ne parla proprio". Alle sinistre pur di cacciare Berlusconi da Palazzo Chigi la cosa non dispiacerebbe . Ciampi sta a guardare, ma dal Colle si fa sapere che tutto deve essere in regola con la Costituzione. Molti - non solo da sinistra- credono ad elezioni politiche anticipate e insistono per le dimissioni di Berlusconi. Riprendono intanto i girotondi di morettiana memoria, ma un altro gioco infantile si sta facendo strada, in attesa di notizie dalla Sardegna ( si dimettera' ?), quello della "campana" nel quale come sappiamo bisogna riempire le caselle, in questo caso quelle dei ministri.

Berlusconi telefona a don Baget Bozzo e gli racconta il sogno o forse l'incubo della notte preelettorale con tutte quelle strisce di agenzia che gli turbinavano intorno. Fiat voluntas tua, gli si risponde dall'altro capo del telefono.

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