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attualità scientifica
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Scienziati dell'Universita' di Basilea hanno sviluppato un esame che utilizza capelli, sangue e urina per scoprire quanto una persona abbia bevuto negli ultimi giorni, o settimane, o mesi.

L'alcool svanisce dal corpo nel giro di poche ore, ma il bere produce reazioni chimiche che permangono in corpo per molto piu' tempo.

Attualmente gli esami utilizzati per determinare se qualcuno abbia bevuto si basano su sintomi indiretti, come la presenza di enzimi nel sangue.

Questi sintomi possono essere alterati grazie ad altre tossine o anche dagli ormoni della gravidanza.

Una combinazione delle diverse prove, secondo i ricercatori, puo' offrire un quadro piu' completo dell'individuo preso in esame.

Una sostanza denominata FAEE (sigla inglese dell'estere etilico dell'acido grasso) appare nel sangue tre le 12 e le 18 ore dopo che l'individuo ha ingerito una bevanda alcolica e resta immagazzinato nei capelli.

Lo studio ha monitorato quaranto tra bevitori e astemi, determinando i rispettivi livelli di FAEE nel sangue.

Altre analisi chimiche hanno posto in evidenza la PEth (fosfatidiletanomina), che resta nel sangue fino a tre settimane e l'EtG (etilglucoronide), che si accumula nel sangue quando i livelli di alcool iniziano a discendere.

Ma e' l'esame del FAEE che puņ inchiodare i bevitori abituali e potra' essere utilizzato dalle compagnie aeree per scoprire se i propri piloti sono bevitori abituali o da altre aziende o istituzioni che prevedano la temperanza tra i requisiti di alcune figure professionali.

L'unico sistema per sfuggire all'esame e' quello di rasarsi i capelli a zero.

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