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storia
un'isola in cambio di una colonia

Generalmente si ritiene che l'abbastanza effimero impero coloniale tedesco (finito con la sconfitta nella Grande Guerra) comprendesse solo quattro delle attuali Nazioni africane, Togo, Camerun, Namibia e Tanzania.

In realta' esisteva un'altra piccola colonia, la Witulandia (oggi facente parte del kenia) di cui i manuali di storia non parlano, ma che inoltre contraddice la fama di brutalita' dei colonizzatori tedeschi, perche' i suoi abitanti si ribellarono quando la Germania rinuncio' al territorio.

La storia della colonia Witulandia ebbe inizio quando il sultano di Witu, minacciato dal potente sultanato di Zanzibar, si rivolse al viaggiatore tedesco Richard Brenner per ottere la protezione dell'allora regno di Prussia. La cosa non fu presa sul serio a Berlino, perche', si era nel 1867, Bismarck, il Cancelliere di ferro, era tutto preso dall'unificazione della Germania (che si completo' nel 1871).

Solo nel 1885, quando l'impero tedesco aveva iniziato, da un anno, la propria avventura africana, Bismarck accetto' che i fratelli Clemens e Gustav Denhardt firmassero un trattato con Ahmed, sultano di Witu. Il sultano concesse un'area di 25 chilometri quadrati alla Compagnia di Tana, ricevendo in cambio la protezione tedesca per il resto del suo territorio. Bismarck mando' una cannoniera alla foce del fiume Tana, da cui sbarcarono tre ufficiali e trenta soldati che presero possesso del territorio.

Il 27 maggio 1885 fu proclamato il protettorato tedesco di Witulandia e Clemens Denhardt fu proclamato dal sultano ministro degi Esteri e degli Interni. Due anni dopo fu fondata una compagnia commerciale che ebbe vita grama perche' il territorio non offriva alcunche'.

Il protettorato ebbe vita effimera, perche' Berlino non volle conseguire il sogno di una grande colonia che unisse il centro dell'Africa, dalla costa occidentale del Camerun a quella orientale della Tanzania.

Trovandosi in contrapposizione con l'Inghilterra che stava costruendo il suo impero (dal Mediterraneo egiziano al Capo di Buona Speranza), Berlino credette opportuno frenere le prorie ambizioni.

Nel 1890 si giunse al trattato di Helgoland-Zanzibar, con il quale la Germania rinunciava a tutte le sue rivendicazioni sull'Uganda, Sudan, Somalia, Zanzibar e la costa keniota; in cambio otteneva la piccolissima isola di Helgoland, nel Mar del Nord, e l'accesso al fiume Zembeze, in Namibia, attraverso la cosiddetta "Fascia di Caprivi".

I colonialisti tedeschi protestarono per la rinuncia alle pretese su cosi' vasti territori in cambio di uno scoglio. Peggiori furono le reazioni in Witulandia, con i tedeschi tacciati di traditori massacrati o costretti a fuggire (come i fratelli Denhardt, tornati in patria senza un soldo).

Gli inglesi annetterono il territorio al kenia, stroncarono la ribellione ed arrestarono il nuovo sultano Fuma Bakiri, poi morto avvelenato.

Miglior sorte ha avuto Helgoland, sopravvissuta al trattato di Versailles del 1919, occupata dagli alleati durante la Seconda guerra mondiale e definitivamente riassegnata alla Germania nel 1952.

Helgoland e' un'isoletta di due chilometri quadrati, con 3.500 abitanti e due piccoli porti pescherecci, Oberland e Unterland.

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