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cinema
abbasso l'amore
di Franco Olearo


USA 2003
Regia:
Peyton Reed
Sceneggiatura: Eve Ahlert, Dennis Drake
Interpreti: Renée Zellweger (Barbara Novak), Ewan McGregor (Catcher Block) Sarah Paulson (Vikki Hiller),David Hyde Pierce (Peter MacMannus)
Durata: 101'
Genere: Commedia
Censura USA: PG 13

New York, 1962. Barbara Novak è appena arrivata dal Maine: un casa editrice ha deciso di lanciare il suo libro dal messaggio rivoluzionario:le donne, per raggiungere la piena parità con gli uomini nel lavoro, debbono esercitarsi a fare sesso senza amore, loro vero punto debole, sostituendolo con il consumo di dosi massicce di cioccolata. Una sfida cosi audace non può non essere accolta da Catcher Block, giornalista di successo di una rivista per uomini, abile seduttore, pronto a schiacciare questa impenitente femminista . Ma nessuno dei due aveva previsto gli effetti di un simile scontro...

Vi è stata recentemente, in alcuni registi americani, una chiara voglia di far rivivere l'epoca degli anni '50-primi anni '60 . Lo ha fatto Todd Haynes con "Lontano dal paradiso" ( 2002). A modo suo anche Mike Newell con "Monna Lisa smile" (2003), ambientato nel '53 . Ora "Abbasso l'amore" si ispira chiaramente alla commedia sentimentale anni '60, di cui Doris Day era la regina. Viene in mente un terribile sospetto: che questi registi stanno cercando sopratutto di far rivivere i loro cinefili amori giovanili; non si propongono di effettuare una ricostruzione storica di quell'epoca ma di riproporci quella virtualizzazione della realtà che era stata già compiuta dai loro registi preferiti. Ecco che Todd Haynes si attarda a mostrarci leziosi viali alberati che fiancheggiano le ville della borghesia della nuova civiltà dei consumi secondo la migliore tradizione dei melodrammi di Douglas Sirk. Ecco che Renée Zellweger in "Abbasso l'amore", si diverte a fare le mosse e ad indossare vestiti che richiamano quelli usati da Doris Day in "Il letto racconta" (1960) o quelli di Marilyn Monroe in "Gli uomini preferiscono le bionde" del 1953. Mike Newell, pur ambientando quasi interamente il suo film in un college di lusso femminile, è quasi maniacale nel ricostruirci la casa di una giovane coppia americana che acquista per la nuova casa il televisore ed uno dei primi modelli di lavastoviglie.

Resta da domandarsi il perché di tutti questi esercizi stilistici, a parte la risposta malevola di ipotizzare una mancanza di creatività da parte degli autori.

A me piace pensarla in modo diverso: la presenza di un desiderio di tornare all' epoca d'oro,quando il benessere economico si diffondeva in tutti i ceti e la crescita dell'economia appariva non trovare mai fine. I registi prima citati non mancano di lesinare critiche a certe deformazioni della società dell'epoca: "Lontano dal paradiso" denuncia il razzismo imperante, mentre "Mona Lisa smile" ricorda gli ostacoli che esistevano per una completa emancipazione femminile. Tuttavia vi è qualcos'altro,oltre all'ottimismo per un futuro reso serena dal benessere economico: la nostalgia di un mondo stabile, a ruoli definiti, di un mondo fatto di poche idee ma forti. In una parola non decadente.

Il sospetto viene sopratutto guardando "Abbasso l'amore". Siamo nel 1962, quindi quasi dieci anni dopo l'epoca rappresentata dagli altri due film. Ora le donne stanno conquistando il loro posto nel mondo del lavoro, ma il maschilismo tra le scrivanie è ancora imperante. New York è il luogo delle grandi opportunità, sopratutto nel mondo dell'editoria e Barbara Novak, aspirante scrittrice, arriva dalla provincia con tutta la grinta necessaria.

Nei rapporti fra i sessi, nel mondo convulso del business, il riferimento è quello immortalato da Doris Day: una donna indipendente che sa badare a se stessa, gareggia in furbizia con il maschio approfittatore di turno ed infine, a farsi impalmare. Si, perché alla fine, gira e rigira, nell'epoca della rivoluzione portata dalla pillola, l'obiettivo della donna era (ancora) quello di sposarsi e metter su famiglia. Il tema è riproposto con qualche modernità (certe allusioni,certe metafore sessuali non erano pensabili nei film dell'epoca) , ed è stato molto più ideologizzato (la pretesa rivoluzione femminista contenuta nel libro di Barbara), ma le conclusioni sono quanto mai classiche: la disinvoltura sessuale è solo un atteggiamento di ossequio ai tempi della pillola: l'amore riempie il cuore di queste donne e di questi uomini in carriera. Ma se c'è amore c'è anche una voglia irrefrenabile di sposarsi. La tesi è sviluppata in modo sincero e non per puro ossequio a una sentimental comedy d'annata: forse l'epoca dell'instabilità e dello smantellamento familiare, così ben rappresentato qualche anno fa in "American Beauty", spinge a desiderare un futuro che sia somigliante al passato.

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