periodico di politica e cultura 27 luglio 2017   |   anno XVII
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finanza

il bazooka di Draghi

di Domenico Massa

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In un testo in uso negli anni sessanta alla facoltà di economia, nella prima pagina si leggeva: ”chi non ha capito la differenza tra saggio e tasso di interesse evidentemente non può seguire questo corso di studi”.

Ancora oggi se fai una ricerca sul web trovi chi afferma convintamente che sono la stessa cosa. Aristotele, i dottori della scolastica e in tempi moderni illustri economisti si sono espressi sull’argomento che è complesso e non può essere liquidato con due righe. Un altro argomento che presenta analoghe caratteristiche rispetto al grado di percezione è il concetto di liquidità, che più precisamente dovrebbe dirsi “grado di liquidabilità” perché un determinato strumento finanziario, pur essendo liquido, può presentare un grado di liquidabilità diverso rispetto ad altri strumenti finanziari, pur sempre liquidi. Le obbligazioni in genere presentano diversi gradi di liquidabilità. I possessori delle obbligazioni, specialmente quelle emesse da Istituti di credito, sono rassicurati sulla liquidabilità dei titoli, ma a che prezzo. Il Sistema si è adoperato affinché sia facilitato lo scambio e per questo si sono creati accordi e mercati che permettono l’incontro della domanda e dell’offerta; purtroppo non sempre la domanda è adeguata all’offerta, specialmente in fasi congiunturali di mercato.

Dopo la crisi denominata dei sub-prime le autorità monetarie sono state costrette a procedere all’acquisto sistematico di ingenti quantità di titoli. L’azione non è stata gradita da tutti, perché non convenzionale. I falchi tedeschi non hanno esitato a criticare il Governatore della BCE per l’uso di armi non convenzionali: il famoso “Bazooka di Mario Draghi”. Nonostante tutti gli sforzi, però, non sempre le obbligazioni trovano un mercato che renda giustizia al prezzo, permettendo uno scambio equo. Addirittura un Istituto di credito che ha importanti interessi in Italia che gestisce con una propria Filiale milanese, ci mette parecchio del suo per fare in modo che le proprie obbligazioni appaiano liquidabili. Ho potuto compiere un esperimento, osservando l’attività di un cliente che, utilizzando una piattaforma online accedendo al mercato eurotlx ha provato a mettere in vendita il proprio pacchetto di obbligazioni ad un prezzo che egli stesso riteneva congruo e ha seguito gli sviluppi dell’operazione attraverso l’analisi della dinamica delle quantità in acquisto ed in vendita sul Book a 5 livelli.

Il risultato è stato sorprendente. Il cliente prima di inserire il proprio ordine di vendita di 100k ha rilevato dal book che in acquisto era inserito un ordine di 500k al prezzo di 91,25 ed in vendita 200k al prezzo di 91,70. La scelta del cliente è stata quella di inserire il proprio ordine di vendita per un quantitativo di 100k a 91,65. Immediatamente l’ordine di acquisto di 500k è stato cancellato ed è comparso un ordine di vendita per 4k a 91,64. In un sol colpo è svanita la speranza di vendere ad un prezzo congruo. Una più approfondita analisi ha portato a rilevare che i dieci prezzi, cinque in acquisto e cinque in vendita, erano ascritti ad un singolo soggetto per ordine. Più precisamente un solo soggetto inseriva una vendita o un acquisto. Facendo sospettare che tutta la movimentazione avesse un solo scopo: quello di far credere che il titolo avesse mercato; purtroppo anche l’esame dei volumi scambiati porta a sospettare la circostanza di una movimentazione artificiosa. Pensare male è peccato, ma spesso si centra la verità. Nel caso specifico ci sono anche parecchi indizi. Investire i propri risparmi è una cosa seria e per acquisire esperienza si corrono dei rischi; l’alternativa è quella di rivolgersi ad un professionista serio e competente e soprattutto libero da qualsiasi condizionamento e conflitto di interesse.

articolo pubblicato il: 13/04/2017 ultima modifica: 24/04/2017

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