periodico di politica e cultura 23 luglio 2017   |   anno XVII
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i frantoi di Talete

di Domenico Massa

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All’epoca diverse testate riportavano così la notizia: “16 settembre 1992: Lo speculatore Soros infligge una dura sconfitta alla Banca d'Inghilterra vendendo allo scoperto sterline per oltre 10 miliardi di dollari. La Banca d'Inghilterra è costretta a far uscire la propria moneta dal Sistema Monetario Europeo e svalutare la Sterlina. Soros in questo processo guadagna circa 1,1 miliardi di dollari.”

Il 16 Settembre 1992, ricordato anche come “Mercoledì Nero”, un violento attacco speculativo contro la Sterlina mise in ginocchio l'ERM (Exchange Rate Mechanism), il meccanismo che i politici dell'epoca avevano realizzato per ridurre drasticamente le variazioni nei cambi tra le valute degli Stati Europei.

Il 31 gennaio del 1997 Elena Polidori parlava su “La Repubblica” della polemica tra il fuggitivo Craxi ed i responsabili dell’economia di cinque anni prima, Ciampi, allora Governatore della Banca d’Italia, Barucci, che nel 92 era Ministro del Tesoro, ed Amato, che era Capo del Governo. “Ciampi non sa, Barucci non è informato, Amato ufficialmente preferisce tacere perché per lui parlano i fatti. Si ritorna a discutere della grande crisi della lira, di quei giorni di fine estate 1992. Da Hammamet, in una polemica ricostruzione contenuta in una lettera al Corriere della Sera, Bettino Craxi sostiene tra l'altro che fece pressioni sul governo contro la linea di difesa della moneta troppo costosa e che Amato, allora premier, lo avvisò prima, con una telefonata, dell' imminente svalutazione.”

Un fatto è certo: fidandosi delle parole dell’allora premier Giuliano Amato, il quale aveva annunciato dalla TV di Stato nel mezzo della giornata che la Banca d’Italia avrebbe difeso la lira ad oltranza per evitare svalutazioni, un serio ed onesto imprenditore aprì una posizione di debito in marchi per salvaguardare il valore delle proprie esportazioni verso la Germania, con la conseguenza che in poche ore non solo non salvaguardò i propri interessi, ma conseguì una perdita di diversi miliardi di lire.

Sempre dall’archivio di “La Repubblica” in un articolo del 12 maggio 2013 l’inviato Eugenio Occorso intervista Soros e riporta alcune sue frasi: “«L'attacco speculativo contro la lira fu una legittima operazione finanziaria»; «Mi ero basato sulle dichiarazioni pubbliche della Bundesbank, che dicevano che la banca tedesca non avrebbe sostenuto la valuta italiana. Bastava saperle leggere». «Gli speculatori fanno il loro lavoro. Non hanno colpe. Queste semmai competono ai legislatori che permettono che le speculazioni avvengano. Gli speculatori sono solo i messaggeri di cattive notizie»”.

Questa, del resto, è l’attività speculativa. Cosa dice il dizionario? Devoto Oli: Speculativo “portato all’indagine filosofica” ma anche (Zanichelli): “che ha scopo di guadagno”. L’etimologia della parola è la stessa: il latino speculari “guardarsi intorno”. Diogene Laerzio ci ricorda che “Talete volendo dimostrare come fosse facile arricchire, prese a nolo i frantoi, dopo aver preveduto un abbondante raccolto di ulive, e guadagnò un gran mucchio di denari”.

Tutto ciò premesso non ci resta che prendere coscienza del fatto che la linea che separa lo speculatore onesto da coloro che danno una spintarella, nel migliore dei casi, o peggio creano le condizioni, con ogni mezzo, alla possibilità di realizzare profitto impoverendo una Nazione o addirittura un continente è sottile; oserei dire impalpabile se la si legge alla luce delle normative emanate per favorire una globalizzazione selvaggia. Non vorrei che tra qualche anno qualcuno, seraficamente, ci possa dire che le condizioni per una enorme speculazione ai danni dei Paesi del sud Europa erano sotto gli occhi di tutti. Cerchiamo di metterle in fila, anche perché in effetti, ad oggi, sono veramente palesi. Il meccanismo dei cambi fissi denominato “moneta unica euro” comincia a scricchiolare a causa dell’imperfezione nell’applicazione del Trattato di Maastricht: infatti mentre gli impegni sul deficit di bilancio e sul debito vengono fatti rispettare senza tenere in alcuna considerazione le esigenze di crescita dei Paesi, nulla viene preteso per la ridistribuzione del surplus commerciale da quei Paesi che ne realizzano ben al disopra dei livelli indicati dal trattato. Nel mondo esempi di catastrofi economiche generate dal sistema dei cambi fissi ne possiamo raccogliere diversi, alcune più conosciute come quella argentina che fu solo un effetto dell’adozione imposta agli argentini del cambio fisso con il dollaro.

Tornando alla situazione europea, l’uscita dell’Inghilterra potrebbe rappresentare un altro segnale. Un nuovo soggetto è già stato creato nell’immaginario collettivo: “I populisti”. Costoro si ribellano con varie sfumature ed a vario titolo agli effetti del processo politico, che avrebbe dovuto creare gli “Stati Uniti d’Europa”, ma che si è fermato nel mezzo del guado. Purtroppo nel mezzo del guado non ci si è arrivati passo dopo passo, misurando la profondità e la velocità della corrente, ma si è stati costretti a partire con un primo balzo: la creazione della moneta unica. Tutto ciò fu portato avanti nonostante precedenti esperimenti (in teatro si sarebbe chiamata la “prova generale in costume”) fossero falliti miseramente. Lo SME, il sistema dei cambi creato con un accordo che prevedeva una banda di oscillazione prefissata tra le monete dei Paesi aderenti, e la creazione dell’ECU (moneta sintetica) furono abbandonati ed archiviati come una sconfitta della Politica ad opera della speculazione. (domandatelo a quei poveri disgraziati che si lasciarono convincere a contrarre un mutuo ipotecario denominato in ECU invece che in lire per risparmiare qualche punto di interessi passivi). Lo SME fu abbandonato per volontà comune; la differenza di oggi è che non è prevista l’uscita dall’Euro neanche per volontà comune; forse è questo che stanno pensando gli speculatori, l’uscita può avvenire solo tragicamente.

Ora il Paese del sud Europa che oltre alle usuali difficoltà deve fronteggiare gli effetti di un’invasione di proporzioni bibliche è l’Italia. Potrebbe succedere che tenendo conto che l’Europa abbia dimostrato più con i fatti che con le parole che non intende intervenire, magari con una spintarella o con qualche iniziativa che si possa confondere con attività originate da spirito filantropico o umanitario, qualcuno possa trarre ingenti guadagni senza curarsi degli effetti sulle popolazioni che sfortunatamente si sono trovate nella condizione di attirare l’interesse dello speculatore. Potrebbe succedere anche che nonostante tutto il dolore alla popolazione ed il danno per le generazioni future arrecate dagli effetti della speculazione, a qualcuno venga in mente di elargire agli speculatori un qualche premio, magari una Laurea Onoris Causa, ma questa “non è” tutta un’altra storia.

articolo pubblicato il: 02/05/2017 ultima modifica: 15/05/2017

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