periodico di politica e cultura 23 maggio 2017   |   anno XVII
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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teatro: al Teatro dei Conciatori di Roma

"Due fratelli"

Due fratelli

di Alberto Bassetti regia di Antonio Serrano con Marco Quaglia e Antonio Tintis scene: Dario Dato costumi: Clara Surro Musiche: Flavio Mainella aiuto regia: Gianluca Pantosti

Sarà in scena al Teatro dei Conciatori dal 16 al 21 maggio, Due fratelli di Alberto Bassetti, regia di Antonio Serrano. Protagonisti: Marco Quaglia e Antonio Tintis. Due Fratelli nasce dal connubio tra il vissuto di incontri, viaggi, accadimenti personali (ovviamente rivisitati) dell'autore e la figura letteraria che da sempre occupa lo spazio più grande nel suo cuore: “L’idiota”, ossia il principe Miskyn, creato dal genio effervescente e a volte morboso (per ipersensibilità) di Dostoevskij.

Marco e Andrea si ritrovano, dopo circa un anno, in casa del loro padre morente, anzi no, vivente, ma in una condizione che alla morte assomiglia, immobilizzato nel letto da quattro anni, con un cervello ormai incapace di riconoscere perfino i figli : praticamente poco più che un oggetto che necessita di tutto, nell’umiliante condizione di dipendenza giorno e notte da una badante e dal figlio maggiore che si prende cura di lui quando lei deve assentarsi. Mentre Marco, il più piccolo, gira il mondo al seguito di un’organizzazione umanitaria, forse un modo di sentirsi vivo e in minore sofferenza rispetto al suo malessere, che l’ha visto fin da piccolo preda di disturbi e crisi epilettiche.

La scommessa della scrittura è stata quella di riuscire a parlare di simili temi in maniera ‘dolce’: infatti la commedia si apre con il ricongiungimento dei fratelli che sembrano regredire in alcuni momenti alla loro infanzia, e coi racconti reali o immaginari di Marco che parla dei suoi incontri straordinari in India, Africa, o altri luoghi che probabilmente ha mitizzato, in un incrocio tra realtà e fantasia che mette a dura prova la pazienza di Andrea. Nel fluire della storia, anche quest’ultimo racconterà la propria, in tal modo progressivamente dipanando le loro personalità e quella dell’ombra incombente dietro la porta, ponendo infine il fratello di fronte all’accettazione di un terribile presente.

Tematiche forti e delicate, in un miscuglio di comico e drammatico, di cinismo e passionalità, con lo scopo di riuscire a fare riflettere sul senso profondo della vita, pur lasciando momenti di gioia, di calore, di vero amore a riscaldarne il senso riposto, con un sentimento religioso del sentire che non è mai ortodosso o restrittivo ma sempre aperto, possibilista, carico di sofferenza, amore, e gioia verso l’universo mondo.

Il testo ha ricevuto il Premio Vallecorsi
TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei conciatori, 5 – 00154 ROMA

articolo pubblicato il: 15/05/2017

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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