periodico di politica e cultura 23 giugno 2017   |   anno XVII
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editoriale

Dormi preoccupato!

di Carla Santini

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In tempi ormai lontani, periodicamente i giornali parlavano di “stangata”; oggi che Grillo e Salvini rischiano di far saltare il banco, alcune testate stanno usando il termine “manovrina”, molto più poetico e tranquillizzante.

Da decenni i governi, per reperire risorse, non sanno far altro che bastonare il cittadino. Al di fuori della manovrina già i fumatori sono stati penalizzati e con loro chi ha la cattiva idea di illuminare la propria casa alla sera. Nel Lazio, ad esempio, coloro che si sottopongono a controlli medici dovranno pagare di tasca propria numerose analisi.

Il deputato del PD Boccadutri è il primo firmatario di un emendamento alla manovrina, in base al quale dal primo gennaio 2018 non saranno più coniate in Italia le monete da uno e due centesimi. Dal prossimo primo settembre con decreto ministeriale “si stabiliscono le modalità attraverso cui i pagamenti effettuati in contanti sono arrotondati nel periodo di sospensione”, il che, a pensar male, significa che tutti i prezzi verranno arrotondati ai cinque centesimi superiori, soprattutto nei banchi rionali di generi alimentari, nei quali i centesimi sono monete molto diffuse. I mercati sono frequentati soprattutto da coloro che sono in polemica con il lunario e la cosa evidentemente non rappresenta un problema, semmai un “problemino”.

Abbiamo già vissuto i tempi della conversione dalla lira all’euro e quello che comportò per il cittadino. Non volle essere presa nemmeno in considerazione l’ipotesi di stampare banconote da uno e due euro, perché le monete psicologicamente sono avvertite come spiccioli; ciò portò ad una perdita enorme del potere d’acquisto delle famiglie. La cosa funzionò così bene che l’ineffabile Lula, in Brasile, volle presto imitarla, abolendo la banconota da un real, che per decine di milioni di persone rappresentava un valore di tutto rispetto.

Altri deputati del PD hanno presentato un emendamento alla manovrina, primo firmatario Francesco Ribaudo, per cui dal prossimo anno per poter procedere alla revisione del proprio veicolo sarà necessario presentare la ricevuta del pagamento, per l’anno in corso e i precedenti, della tassa di proprietà, della tassa di circolazione e della situazione di fermo amministrativo. Tutto ciò per combattere l’evasione del bollo auto. Credevamo che con la telematica fosse facilissimo incrociare i dati, ma evidentemente non è così o forse è bene che il cittadino si debba preoccupare di mantenere in casa montagne di ricevute, nella speranza di non perderle in un trasloco o che non le vengano disperse da qualche topo d’appartamento. Ovvio che, per chi ne ha la possibilità, esiste sempre la scorciatoia dell’immatricolazione in Bulgaria, che toglie tanti problemini, compreso quello di dover certificare l’avvenuto pagamento dell’assicurazione.

Alcune associazioni d’Arma vorrebbero ripristinare la leva obbligatoria per combattere l’innalzamento dell’età media dei propri iscritti, destinata a salire non essendoci più il ricambio annuale dei congedati. Non a caso il Ministro Roberta Pinotti ha fatto una dichiarazione in tal senso al raduno degli alpini, salvo poi specificare che intendeva parlare di servizio civile obbligatorio. Quando c’era la leva, i congedandi, detti “nonni”, dicevano alle reclute, le “spine”: "Dormi preoccupato!", volendo significare che di notte potevano volare secchiate d’acqua e litri di crema da barba.

Per certi politici evidentemente è bene che il suddito sia sempre preoccupato di qualcosa, di non buttare vecchie carte, di ricordarsi decine di scadenze o di capire come e quando cambiano (continuamente) le regole.

articolo pubblicato il: 16/05/2017 ultima modifica: 29/05/2017

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