periodico di politica e cultura 23 maggio 2017   |   anno XVII
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teatro: al Teatro i di Milano

"Gli angeli dello sterminio"

Teatro i – Milano dal 10 al 29 maggio 2017

Gli angeli dello sterminio

di Giovanni Testori drammaturgia di Francesca Garolla e Renzo Martinelli con Ruggero Dondi, Liliana Benini, Emanuele Turetta luci Mattia De Pace suono Fabio Cinicola regia di Renzo Martinelli produzione Teatro i Prima nazionale

Dopo il grande successo di Erodiàs e dei Tre Lai, Teatro i prosegue il suo percorso nell’universo testoriano con una nuova produzione, Gli Angeli dello sterminio, ultimo scritto di Giovanni Testori, del 1992, che, in occasione della sua prima messinscena, verrà adattato teatralmente, grazie ad una drammaturgia originale. Ne Gli Angeli dello sterminio, in uno scenario da fine del mondo, Milano – città amata e odiata dall’autore e protagonista di molte delle sue opere – sta per essere distrutta: angeli-motociclisti incendiano ogni cosa, il momento è terribile. Cinquanta centauri su moto Yamaha, con caschi bianchi e tute nere, tutti identici, invadono la città, lasciando, al loro passaggio, solo morte e distruzione. Tutto crollerà, persino la Cattedrale simbolo della città. Renzo Martinelli sceglie un’impronta fortemente metateatrale per dare corpo e voce a questo breve romanzo, forse addirittura incompiuto: tre figure assistono e descrivono la fine incombente. L’ottimo Ruggero Dondi, attore di straordinaria esperienza, nei panni di un fantomatico regista/autore, conduce due giovani interpreti, Liliana Benini ed Emanuele Turetta, all’interno di un mondo in rovina, un paesaggio osceno e terrificante che diventa, al contempo, palcoscenico di uno stremante incontro-scontro tra generazioni. L’azione si svolge davanti a una finestra. Dalla finestra si può vedere Milano. L’intera visione della città, fin nei suoi più piccoli anfratti, in tutti i dettagli. Chi si affacciasse a quella finestra, magari con un bicchiere di champagne in mano, vedrebbe la Milano di tutti i giorni, così come è stata e come è oggi. Il luogo è sempre lo stesso. Neutro. Un crocefisso caduto a terra. Una porta sul fondo, che dà sull’esterno. Un esterno che, di colpo e per frammenti, cade e accade all’interno, coinvolgendoci. Ma è impossibile tollerare, o comprendere, l’immagine della distruzione: troppi i morti, troppe le voci. Come dar loro una narrazione o un senso? Il testo diventa la smascherata messinscena del romanzo e della distruzione che descrive. Dell’Apocalisse raccontata niente accade davvero. Tutto è finto, eterno, congelato nell’unità di tempo luogo e azione. Tutto è immobile nel suo svolgersi, bloccato in un punto indefinibile in cui passato, presente e futuro coincidono, un punto senza ritorno. Come se l’unica realtà possibile, in questo tempo senza tempo, al limite tra dentro e fuori e tra vero e finto, fosse essa stessa un’Apocalisse. Dio non c’è. È morto. O forse non è mai esistito.

Ricordiamo l’antica vicenda di Sodoma? Milano è qui esempio di un nuovo strazio, di una desolazione estrema, una ex-polis calpestata, corrosa, alla fine dei suoi giorni. Un luogo in cui si avverte un continuo rinvio del senso e del significato, un luogo in cui l’effimero impedisce ogni reazione possibile alla fine incombente. “Gli Angeli dello sterminio” è una Apocalisse che forse porterà all’arrivo di un nuovo e atteso messia, oppure, molto più probabilmente, lascerà dopo di sé un apocalittico deserto, di uomini, di segni e di simboli. Nessuna Cattedrale. Nessun nome da invocare. Il nulla, il niente. Eppure, quando l’apocalisse e l’apocalittico si incontrano, la fine diventa un altro possibile inizio. Bisogna riannodare i fili del passato, per poter tornare al presente. Partiamo da questo, dal disordine del discorso, da una città attraversata da motociclisti angeli, da un tempo collassato in un eterno tramonto, da computer che si fanno portatori di un nuovo Verbo. Partiamo dalla macchina del teatro, da immagini oscene, da parole assurde, da un presente che nega la nostalgia del passato e, al contempo, lo invidia. Partiamo da un’Apocalisse ormai privata di qualsiasi divina compassione e, per questo, del tutto umana. Un’apocalisse a cui abbiamo il dovere di ribellarci. Partiamo da oggi. E dalla nostra responsabilità nell’oggi. “Memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris.” Eppure, tra la polvere che siamo stati e la polvere che saremo, molto possiamo fare.
Renzo Martinelli

TEATRO i via Gaudenzio Ferrari 11, Milano lunedì /giovedì / venerdì ore 21.00 – mercoledì / sabato ore 19.30 – domenica ore 17.00 intero: 18 euro / convenzionati: 12 euro / under 26: 11,50 euro / over 60: 9 euro giovedì vieni a teatro in bicicletta: 7 euro Lo spettacolo è inserito nell’abbonamento Invito a Teatro. Info e prenotazioni: tel. 02/8323156 – 366/3700770 – biglietteria@teatroi.org – www.teatroi.org

articolo pubblicato il: 05/05/2017

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
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