periodico di politica e cultura 23 maggio 2017   |   anno XVII
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - fondato il 1/12/01 - reg. Trib. di Roma n 559/02 - tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito
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teatro: al Teatro San Genesio di Roma

Tributo a Edward Albee

The Rome Savoyards and Plays in Rome Presenta

Tributo a Edward Albee The American Dream & The Sandbox

Spettacolo in lingua inglese Regia di Sandra Provost Dal 23 al 28 maggio Teatro San Genesio

Nell’ambito della rassegna di teatro in lingua originale inglese al Teatro San Genesio, dal 23 al 28 Maggio va in scena un tributo al grande e controverso drammaturgo americano Edward Albee, scomparso recentemente, con la messa in scena di due atti unici tragicomici tra i più noti della sua vasta produzione, The American Dream e The Sandbox. Lo spettacolo presentato dalla compagnia filantropica e di lingua inglese Plays in Rome/The Rome Savoyards è diretto da Sandra Provost e interpretato da Carolyn Gouger, Rishad Noorani, ShelaghStuchbery, Edoardo Camponeschi e Fabiana De Rose.

Entrambi gli atti unici The Sandbox e The American Dream, scritti rispettivamente del 1959 e 1961 e non a caso, spesso rappresentati assieme, hanno importato negli Stati Uniti il Teatro dell’Assurdo, in particolare di Jonesco e Beckett, esprimendo nella dialettica dei personaggi la crisi del ‘Sogno Americano’. Un sogno che con il suo ottimismo, fiducioso impegno, investe la cultura americana del dopoguerra trasformando sempre più la sua forza programmatica iniziale in enfasi e culto dell’apparire. Ciò dà origine a una sorta di ‘doppio’ del Sogno, quello iniziale fondato su ideali di libertà, democrazia, lavoro per tutti, nonchè sulla costruzione di un mondo reale a essi corrispondente, e la sua degenerazione in un successivo ‘Sogno’ di bassi ideali utilitaristici, arricchimento arrivismo prestigio supremazia economica e sociale. I personaggi dell’opera attestano tale crisi attraverso la perdita di valori, di razionalità. La loro banalità si fonda su un’occulta ferocia, latente sotto le preoccupazioni fatue assunte come decisive, ma che in realtà affiora in situazioni verbali e lessicali tali da tradire un oscuro magma di grottesco horror. La scrittura scenica, tragicomica, si avvale dell’incrocio di linguaggi diversi: teatrale, televisivo, cinematografico. (Rif. Allì Caracciolo). Un'analisi onesta e schietta, umoristica e diretta e ancora molto attuale della crisi di valori di una società.

THE AMERICAN DREAM La storia si volge intorno a Mommy, una moglie impositiva, Daddy un padre sempre dimesso e Grandma, la nonna perspicace e intelligente. Mommy and Daddy siedono in un salone spoglio e parlano del nulla. Mommy, vorrebbe portare Gradma in una casa di riposo. Daddy, non reagisce particolarmente all’idea mentre Grandma esprime tutto il suo pensiero contrario con interventi comici e pungenti. Arriva a trovarli Mrs. Barker, signora dai modi impostati e perfetti, come si conviene nel suo ruolo di Presidente dell’Associazione delle Donne e volontaria di molte altre Associazioni. Nessuno sembra ricordare il motivo della sua visita, neanche lei. La matassa comincia a districarsi quando rimaste sole, Grandma le racconta la storia di un figlio adottivo di Mommy e Daddy e contestualmente arriva un nuovo visitatore, The Young Man, ragazzo giovane, bello e aitante, come si conviene ai giovani di questa cultura e società. L’assurdità dei dialoghi comici e frizzanti rivela presto la contraddizione del perseguire ideali utilitaristici e dell’apparenza, a fronte della perdita di valori e del senso delle cose. La contraddizione appunto del sogno americano, applicabile tuttavia e più in generale al tessuto sociale occidentale anche dei nostri tempi.

THE SANDBOX Un giovane ragazzo bello e aitante si allena con esercizi sportivi. Mommy and Daddy, arrivano e capiamo di trovarci in spiaggia. Portano con loro Grandma e la lasciano immersa nella sabbia. Ricomincia tra loro un dialogo insensate mentre Grandma “gioca” nella sabbia, lamentandosi. Il ragazzo interviene con commenti apparentemente superficiali e disinteressati ma capiamo presto che la sua presenza ha uno scopo e che egli in effetti è “L’Angelo della morte”. Un atto unico breve che fornisce una cornice e una chiusura a The American Dream (nonostante sia stato scritto prima), quasi come uno scatto fotografico, con un epilogo surreale ma compiuto che conferma e ritrae il messaggio di entrambi i testi. Lo spettacolo è prodotto in collaborazione con Samuel French Ltd. e Josef Weinberger Ltd. Repliche: da martedì a venerdì ore 20,30; sabato e domenica ore 17,30 Teatro San Genesio, Via Podgora, 1 (Viale Mazzini) Biglietti: intero 15€, ridotto 13€ (gruppi e over 65, membri dell’associazione Plays in Rome ), ridotto 10€ (studenti e bambini) Info e prenotazioni: playsinrome@yahoo.com; Tel: 347-8248661

EDWARD ALBEE Con una serie di atti unici scritti nell'arco di pochi anni e imparentati con il “teatro dell'assurdo” (The Zoo Story, 1958, prima rappresentazione a Berlino nel 1959; The Death of Bessie Smith, 1960 (La morte di Bessie Smith); The American Dream, 1961 (Il sogno americano)), Albee si è rivelato il più interessante commediografo del secondo dopoguerra americano e un originale interprete dell'alienazione dell'uomo contemporaneo. Il suo linguaggio e la sua tematica spregiudicati e anticonformisti rifluirono anche in Who's afraid of Virginia Woolf? (1962; Chi ha paura di Virginia Woolf?), acre e impietosa, quanto moralistica, demistificazione della “coppia americana”, che dette all'autore un successo mondiale confermato da una trasposizione cinematografica interpretata da Richard Burton ed Elizabeth Taylor. Tra i lavori successivi si ricordano All Over (1971; Tutto finito), Seascape (1975; Paesaggio marino) e i discussi Lolita (1979), The Lady from Dubuque (1980; La signora di Dubuque), The Man with Three Arms (1982; L'uomo che aveva tre braccia). Con Three Tall Women (1991; Tre donne alte), Albee conquistò nuovamente le scene di tutto il mondo con una commedia caustica in cui tre donne rivivono insieme i ricordi della loro esistenza. Nel 1994 l'opera gli valse il suo terzo premio Pulitzer per il teatro. Albee si è dedicato anche al cinema, realizzando l'adattamento di The Ballad of the Sad, che è diventato un film con la regia di Simon Collow e l'interpretazione di Vanessa Redgrave. Membro del Dramatists Guild Council, Albee è stato anche insignito di uno speciale Tony Award alla carriera (2005), della medaglia d'oro per il teatro dall'American Academy and Institute of Arts and Letters (1980), del Kennedy Center Honors e della Medaglia nazionale delle Arti (1996). Albee presiedeva la "Edward F. Albee Foundation", che sostiene il "William Flanagan Creative Persons Center", una colonia di scrittori ed artisti di Montauk, New York. Nel 2008, in occasione del suo 80°esimo compleanno, The Sandbox e The American Dream furono rappresentati presso il Cherry Lane Theatre, storico teatro nel quale Albee stesso diresse una messa in scena dei due atti unici, molti anni addietro.

articolo pubblicato il: 12/05/2017

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
direttori: A. Degli Abeti e G.V.R. Martinelli - grafica e layout: G. M. Martinelli
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