periodico di politica e cultura 20 agosto 2017   |   anno XVII
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l'Erzegovina prossima ventura

di Teddy Martinazzi

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Tanto per cominciare, la possibilità di diventare cittadini italiani al compimento dei diciotto anni esiste ormai da tempo, ed è quindi erroneo parlari di istituzione dello jus soli. Già la legge Martelli, nel secolo scorso, aveva affrontato il problema.

Nessuno si ricorda più di Claudio Martelli, la cui carriera politica, che sembrava irresistibile, finì nel naufragio del PSI, con diversi compagni in galera ed altri latitanti all’estero.

Se il ricordo non è fallace - si parla pur sempre del preistorico 1990 - la legge prevedeva il diritto dello straniero di mantenere i propri usi e costumi. Pochi giorni dopo la promulgazione della legge, nella vicina Iugoslavia cominciarono a spararsi per motivi storici, etnici e religiosi, facendo crollare nel sangue l’impalcatura creata a Versailles nel 1919 da gente come Wilson che i Balcani non li aveva mai visti.

Portando agli estremi la visione del “Monello”, come Martelli era soprannominato negli ambienti che contavano, della difesa dei costumi di chi arriva, in Italia si dovrebbero accettare la poligamia e l’infibulazione, nonché varie altre usanze che da noi non sono precisamente ben viste.

Ma, in realtà, anche se la legge Martelli è stata ampiamente superata da tutta una serie di disposizioni successive, quel concetto iniziale dimostra di essersi ben radicato nelle coscienze dei nostri governanti, secondo i quali basterà aver frequentato un ciclo di scuola in Italia per essere pienamente cittadini.

Non lo siamo noi italiani, veri cittadini, perché ci manca l’orgoglio che non difetta ai francesi, ai tedeschi e ed altri popoli. Ci manca il senso civico dei popoli nordici; per troppi italiani il pubblico, che sia una panchina vandalizzata o un cassonetto incendiato, non è loro proprietà in quanto pagano le tasse, ma di un’entità estranea, forse erede del feudatario spagnolo di secoli fa.

Pensare che in un simile contesto sia semplice sradicare usi errati e superstizioni perniciose è assurdo, se non criminale. Ma, nonostante la batosta presa alle amministrative, Renzi ed il suo alter ego Gentiloni sono decisi a portare a casa l’approvazione della legge, spalleggiati da bella gente come Alfano e Verdini.

articolo pubblicato il: 28/06/2017 ultima modifica: 11/07/2017

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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