periodico di politica e cultura 22 settembre 2017   |   anno XVII
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est modus in rebus

di Carla Santini


nella stessa sezione:
Una mamma legge una lettera. Afferma, con la voce rotta, che non potrà più fare la mamma, ma non è chiaro, se perché non potrà lavorare per essere mamma o se dovrà lavorare e non potrà più essere mamma. Sulle note di un triste ed incalzante motivo, si susseguono bambini che stracciano la lettera fra le lacrime, fintanto che, a pieno schermo, un bimbo scosso da un pianto a dirotto, non si sa se indotto o spontaneo, irrompe sulla scena e corre, disperato, ad abbracciare la mamma. Il tutto sfuma su una sigla, senza una richiesta esplicita del 5 per mille, ma...

In Italia, evidentemente, non esistono strutture in grado di supportare le madri che lavorano ed allora arrivano i privati, samaritani del nostro tempo. Di fronte a ciò è impossibile non mettere mano al portafoglio. Ma ecco che subito dopo, i volti ed i corpi devastati dalla fame di bambini negri ci catturano in un altro spot. Dopo l’Africa, si torna subito nel nostro paese e scorrono le immagini di bambini gravemente malati o portatori di handicap.

Tutti sono sbattuti in primo piano per toccare i cuori dei telespettatori sensibili. Per tutti costoro non valgono le regole del rispetto della persona, i visi appaiono ben visibili e riconoscibili, non sono sgranati, come accade per i figli dei vip sulle riviste che si leggono dalla parrucchiera. E non si dica che sono campagne meritorie di sensibilizzazione. Un po’ di pudore e di riservatezza non guasterebbe. Non guasterebbe nemmeno che le strutture statali preposte facessero il proprio lavoro e non gestissero male le proprie risorse. Non sono da condannare iniziative per il reperimento di fondi privati o il riconoscimento di chi si impegna in silenzio e con abnegazione, solo che un po’ più di attenzione alla privacy dei piccoli sfortunati non guasterebbe.

Sulla facciata del Palazzo della Civiltà del Lavoro di Roma, sono scolpiti i caratteri che idealmente, almeno nella mente di chi li aveva pensati, rappresentano gli italiani. Fra questi spiccano “eroi” e “santi”, niente di più vero; eroi perché costretti ogni giorno a combattere con una quotidianità imprevedibile e santi perché tirati per la giacchetta a destra e a sinistra dalle organizzazioni di volontariato o non governative più o meno note, da enti più o meno morali, tutti impegnati a chiedere soldi.

articolo pubblicato il: 27/08/2017 ultima modifica: 09/09/2017

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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