periodico di politica e cultura 20 agosto 2017   |   anno XVII
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copertina: Camilla Laureti per il futuro di Spoleto

"Quattro stagioni"

di Gabriele V. R. Martinelli


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Diversi anni fa, chi transitava lungo la via Flaminia, all’altezza di Spoleto trovava un cartello con lo slogan “La città che vive tutto l’anno”. Sembrava una boutade in un’epoca in cui ancora le persone affittavano le case al mare o in montagna a stagione, come si diceva. Oggi il turismo è molto cambiato; la gente preferisce fare vacanze variate e le città d’arte, un tempo mete turistiche solo ad ombrelloni smontati ed impianti di risalita chiusi, sono visitate in qualsiasi periodo dell’anno, sempre che possano offrire eventi di richiamo.

Probabilmente quello slogan dovrebbe aver molto colpito una bambina appartenente ad una famiglia che a Spoleto ha dato due sindaci, uno dei quali anche deputato socialista alla fine del secolo XIX. Quella bambina, oggi giornalista, è Camilla Laureti, titolare dell’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Spoleto, che si è posta due obiettivi ben precisi: il primo è di rendere più ricca l’offerta di eventi al di fuori dei due tradizionali appuntamenti del Festival dei Due Mondi e del Teatro Lirico Sperimentale; il secondo è quello di coordinare quanto più possibile le tante altre realtà che a Spoleto trovano vita in diversi periodi dell’anno in un’offerta unitaria che diventi una specie di marchio. Spoleto, d’altronde, è già un marchio in America Latina, ma in tutt’altro campo, dato che così si chiama una catena di più di cento spaghetterie.

In questa prospettiva è nato il progetto “Quattro stagioni”, che vede la collaborazione di Giancarlo Sepe, fondatore a Roma del teatro La Comunità. Il regista vive da alcuni anni prevalentemente a Spoleto e quest’anno ha deciso di impegnarsi per la prima volta sul territorio che lo ospita. Il 26 ed il 27 agosto il suo “Abecedario americano” andrà in scena all’Auditorium della Stella, la chiesa sconsacrata di un antico ospedale, fino ad oggi inutilizzata e situata in posizione un po’ decentrata rispetto alle tradizionali zone del festival.

L’offerta della città ai numerosi turisti presenti in questo periodo è particolarmente ricca. Come negli anni passati, la ex chiesa di sant’Eufemia (la parrocchia di Don Matteo) sta ospitando giovani musicisti provenienti da tutto il mondo per gli “Incontri musicali”, ideati anni fa dall’italoamericano Niccolò Muti, figlio del direttore d’orchestra spoletino Lorenzo.

La Terrazza Frau ospita letture di romanzi, belcanto e recital, mentre alla sala Pegasus ed al parco Chico Mendes è di scena il cinema d’autore. Le mostre sono numerose e di notevole livello; quella curata da Vittorio Sgarbi a palazzo Leti-Sansi è stata prorogata per le pressanti richieste di aspiranti visitatori.

L’entusiasmo dell’assessore ha già portato a concreti risultati, come l’importanza riconosciuta a Spoleto all’interno del Piano Strategico del Turismo 2017-19 del MIUR e l’inserimento all’interno del progetto Valore Paese del recupero del Fortilizio dei Mulini, il complesso medievale che fu “incartato” da Christo in una lontana edizione del festival, e della Colonia del Popolo sul Monteluco.

Camilla Laureti ha un sogno nel cassetto che potrebbe presto realizzarsi, quello di recuperare il complesso dell’ex Mattatoio per farne uno spazio a disposizione dei giovani intenzionati a creare start-up. Siamo certi che ne abbia anche altri, ma che preferisca, per il momento, non svelare.

articolo pubblicato il: 03/08/2017 ultima modifica: 12/08/2017

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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