periodico di politica e cultura 16 gennaio 2018   |   anno XVIII
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il Viet-Nam del M5s

di Carla Santini

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Virginia Raggi ha gettato la spugna, con l’annuncio di non volersi ricandidare al termine del primo mandato. Molti osservatori diranno che l’avevano ipotizzato, tanti cittadini che l’avevano pensato.

L’avventura di Spelacchio, come la secolare arguzia romanesca ha ribattezzato l’albero di Natale di piazza Venezia, è emblematica di ciò che succede a Roma. Sono tantissimi i giardinieri degli uffici centrali del Comune e molti di più quelli dei Municipi, ma gli alberi sofferenti non vengono curati né abbattuti. In un giardino del territorio del III Municipio, amministrato come altri da una “minisindaca” del M5s, un albero caduto è rimasto mesi per terra. Solo dopo diverso tempo una pattuglia dei vigili urbani aveva provveduto a recintarlo con una striscia gialla di pericolo. Poi qualcuno si è deciso finalmente a rimuoverlo. Un altro albero, caduto forse per la stessa tempesta di vento, ma comunque nello stesso periodo, è ancora là, probabilmente perché sta in una posizione defilata e non vi è pericolo che qualche passante ci finisca addosso.

Spelacchio è l’emblema del fallimento della Giunta. C’è chi dice che Roma sia di fatto ingovernabile e che chiunque sieda sulla poltrona più alta del Campidoglio sia destinato alla fine politica. Quando Rutelli tentò l’avventura al di fuori del PD, la sua API fu quotata poco sopra l’uno per cento, Veltroni si è riciclato come uomo di cinema e romanziere, Alemanno, che viene da un’ideologia statalista e centralista, tenta di ricicciarsi con la Lega autonomista per antonomasia, Marino è tornato ai suoi impegni di chirurgo.

Forse aveva regione la senatrice grillina Taverna quando, prima delle elezioni municipali, disse che c’era un complotto per far vincere il M5s. Qualche dietrologo potrebbe pensare che l’appoggio di Berlusconi alla lista di Marchini fosse un modo per escludere Giorgia Meloni dal ballottaggio. Chiunque avesse vinto, tra Raggi e Giachetti del PD, avrebbe lasciato fuori dalle grane il centrodestra.

Roma si è rivelata un Viet-Nam per il M5s e la dichiarazione della Raggi di voler lasciare al termine del quadriennio ricorda l’immagine dell’ultimo elicottero che si librava in volo dal tetto dell’ambasciata USA a Saigon.

articolo pubblicato il: 20/12/2017 ultima modifica: 06/01/2018

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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