periodico di politica e cultura 22 giugno 2018   |   anno XVIII
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opinioni e commenti

forse che sì, forse che no

di Leo Massa

nella stessa sezione:
I dati elettorali italiani delle recentissime consultazioni sono sotto gli occhi di tutti. Rappresentano il risultato di una lunga serie di scelte operate durante gli anni in cui la crisi finanziaria esportata dagli USA ha colpito duro in Europa. Ad una serie di scelte, operate in Italia ed in Europa, che hanno piegato la classe media e ridotto in povertà assoluta una larga fascia di popolazione, si sono aggiunti altri eventi ai quali la classe politica nostrana non ha saputo, in alcuni casi non ha potuto e molto spesso non ha voluto porre rimedio. Riassumendoli: la Francia ha dato il via alla destabilizzazione di una vasta fascia del Nord Africa: la favoletta delle primavere arabe ha favorevolmente colpito una parte dei nostri politici, mentre l'altra parte non ha avuto il fegato di reagire; l'Europa è stata invasa da orde di migranti, per la maggior parte economici che vengono dall'Africa; in Italia si è creato un nuovo business legato "all'accoglienza": emblematico il testo di una intercettazione telefonica durante la quale un personaggio spiegava al proprio interlocutore che con i migranti si guadagna di più che a smerciare droga. C'è stato un momento in cui in Italia c'erano due Papi ed un Presidente della Repubblica è stato rieletto per un secondo settennato. Oggi degli attori politici che hanno fronteggiato la crisi e gli eventi che ne sono derivati pochi sono politicamente sopravvissuti. Negli Usa è comparso un personaggio, mr. Donald Trump, che è l'antitesi del primo presidente di colore della storia d'America. Obama fu insignito del premio Nobel per la pace prima ancora che avesse preso una sola decisione; i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti. In Europa soltanto la Merkel è sopravvissuta, ma come il personaggio di Moby Dick: Ismaele, che per sfuggire al naufragio si aggrappa ad una bara. Il francese Sarkozy con le risatine all'indirizzo di Berlusconi è sparito dalla scena politica, mentre i danni della sua amministrazione sono ricaduti prevalentemente addosso all'Italia. Le scorribande delle grandi compagnie francesi in Italia hanno lasciato ben poco al tricolore con il verde. La Governance di importanti istituzioni finanziarie in Italia oggi parla francese.

In tutta Europa il nazionalismo ha ottenuto consensi, anche in quei Paesi che hanno fortemente beneficiato dell'introduzione dell'Euro. Gli egoismi prevalgono sul principio di mutualità al quale dicevano di ispirarsi i Padri fondatori della Comunità Europea. La vergognosa pretesa da parte dei Paesi del nord Europa di non voler ridistribuire il surplus ottenuto per effetto dell'introduzione dell'euro e la ferrea convinzione che i Paesi periferici debbano rispettare i vincoli di bilancio ha minato la fiducia nei confronti dell'Europa da parte di chi è stato penalizzato.

In Italia il goffo tentativo di operare una riforma costituzionale è miseramente fallito. Aggiungo per fortuna. Apparentemente l'obiettivo della riforma era quello di rendere il Paese governabile con una maggioranza certa e con Istituzioni snellite. Gli italiani tutto sono meno che scemi, ed hanno affinato un sesto senso che li ha fatti sopravvivere a secoli di dominazioni straniere. Hanno fiutato nella riforma costituzionale proposta il pericolo di avere un uomo solo al comando contornato da nominati che gli sarebbero stati riconoscenti per il privilegio di essere rinominati. Il Senato sarebbe stato ostaggio di personaggi catapultati tra gli scranni provenienti da consigli regionali e comunali: 74 consiglieri regionali e 21 sindaci delle maggiori città, Presidenti della Repubblica e fino a 5 nominati.

In Italia la crisi ha colpito soltanto il settore privato, il pubblico ha potuto beneficiare della momentanea riduzione dei prezzi. I licenziamenti hanno riguardato soltanto i lavoratori di aziende private; molti piccoli imprenditori hanno perso tutto. Molti hanno pensato che abolendo le province si sarebbero ridotti i costi: oggi sappiamo che il personale è sempre lo stesso e in più c'è molta confusione per l'attribuzione dei compiti scaricati a regioni e comuni. Stessi costi, minore efficienza. La reazione dei cittadini espressa attraverso il voto appare di facile lettura. Il PD ormai trasformato nel partito di Renzi, fino a prova contraria, ha ottenuto voti da tutti coloro che hanno tratto vantaggio dalla situazione attuale, in pratica tutti coloro che beneficiano di rendite di posizione che non sono state minimamente scalfite dalla crisi finanziaria. All'interno del vecchio PD coloro che non si riconoscevano nel nuovo PD, quello di Renzi, si sono allontanati formando nuovi partiti, ma gli elettori non hanno perdonato loro il ritardo con cui hanno operato la scelta della scissione e soprattutto quella di non aver nemmeno tentato di condizionare le scelte precedentemente fatte su temi importanti come i diritti dei lavoratori. Molti hanno votato con la speranza di cambiamento. Il movimento 5 stelle ha ottenuto oltre il 30% dei suffragi, il centro destra è diventato a trazione leghista con la coalizione che ha segnato il 37% circa. Al nord ed al centro la Lega ha ottenuto la maggior parte dei consensi mentre il Movimento cinque stelle ha prevalso prevalentemente al sud d'Italia. I rispettivi programmi elettorali, quello della Lega e del Movimento cinque stelle, hanno determinato il successo e la distribuzione geografica dei consensi. Il reddito di cittadinanza propugnato dal Movimento cinque stelle ha ingolosito il sud, mentre la risposta al bisogno di sicurezza e riduzione delle tasse ha prevalso al nord assieme alla speranza di rivedere le politiche comunitarie.

L'impossibilità di uscire dalla moneta unica senza gravissime ripercussioni nell'immediato e sacrifici disumani da sopportare per anni è un fatto assodato. Uscire dall'euro senza poter nazionalizzare le banche equivale ad un suicidio economico di massa. Qualcuno ha prospettato la possibilità di introdurre la circolazione di una moneta per gli scambi interni e continuare con l'euro per l'estero. Proposta demenziale, perché ci riporterebbe all'epoca dello SME: questo significa che la lezione che ci impartì Soros nei primi anni novanta non è servita a nulla. La speculazione che oggi ci attacca sui titoli pubblici facendo fibrillare lo spread avrebbe una doppia piattaforma su cui agire, quella del debito e quella della valuta interna, per la quale non vale neanche la pena di trovare un nome tanto balzana e nefasta è l'ipotesi. Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni. Prima tappa è l'elezione dei presidenti di Camera e Senato. Dal risultato si potrà capire quali sono le speranze di formare un Esecutivo e da chi sarà composto. Per il momento siamo alle prime schermaglie, i commentatori nei talk show azzardano ipotesi ed intervistano politici nella speranza di carpire qualche notizia. Condividendo a pieno la considerazione che ha il premio Nobel per l'economia Paul Krugman nei confronti dell'ex ministro delle finanze Piercarlo Padoan, penso che sarà difficile peggiorare l'attuale situazione. A meno che non salti fuori un nuovo Governo che per vergogna si scrolli di dosso l'aggettivo politico per indossare quello di" tecnico", "del Presidente" o "di unità nazionale", o "di salvezza nazionale" e chi più ne ha più ne metta. Non credo che gli italiani possano comprendere questo tipo di soluzione; sarebbe interpretata come la dichiarazione da parte del movimento 5 stelle di averli presi per i fondelli con il "reddito di cittadinanza" e dal centrodestra a trazione leghista di aver millantato interventi sul piano fiscale e della sicurezza che sapevano non essere realizzabili. Staremo a vedere.

articolo pubblicato il: 16/03/2018 ultima modifica: 31/03/2018

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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