periodico di politica e cultura 22 giugno 2018   |   anno XVIII
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mostri marini al desk

di Domenico Massa

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Nel maggio del 2012 il Sole 24 ore si occupava di Facebook. Eravamo a pochi giorni dallo sbarco a "Wall street " ed il grafico delle quotazioni ricordava il percorso delle montagne russe. Alcune ombre si erano addensate sulla realmente corretta valutazione del prezzo di collocamento ed era stata coinvolta una delle banche che avevano coordinato l'ingresso sul mercato. Il "Sole" scrive: " Analisti e gestori sono più che mai divisi nell'attribuire il fair value ad una società che ha grandi numeri (circa 900 milioni di utenti) ma deve ancora dimostrare come trasformare questa massa critica in fantamiliardi. Tanto per essere chiari, un prezzo a 38 dollari (e quindi una capitalizzazione di 104 miliardi) sconta una valutazione di 110 dollari per utente quando allo stato attuale il sito ne ricava 4 dollari".

Aggiornati al mese scorso il numero degli utenti ha raggiunto i due miliardi che a quattro dollari ad utente dovrebbe far risalire ad una capitalizzazione di 8 miliardi ancora molto lontana dagli attuali 447,37 che corrisponde ad una valutazione di oltre 223 dollari a cliente. Nell'arco di poco più di cinque anni il valore della capitalizzazione è quadruplicato; il numero di utenti è poco più che raddoppiato, come il valore attribuito in base al numero degli utenti (da 110 dollari del 2012 a 223 dollari di oggi).

Tra il 2012 ed il 2014 il volume degli scambi era sostenuto per poi addormentarsi per ben tre anni e risvegliarsi in questi ultimi giorni dopo che lo scandalo dei dati "trafugati" ha investito Facebook. Nel frattempo il prezzo del titolo è salito dai 38 dollari, valore sul quale il "Sole 24 ore" adombrava perplessità, ai 153 dollari circa dopo il tonfo in borsa degli ultimi giorni.

Vale la pena ricordare che il progetto partì per facilitare le relazioni tra studenti e permettere di scambiare informazioni utili ai frequentatori del "campus". Oggi una sterminata capacità di memoria in continuo accrescimento è il cuore pulsante di Facebook che contiene una enorme quantità di informazioni. Credo che sia presto esprimere giudizi e previsioni su ciò che accadrà nei prossimi giorni, così come oggi appaiono velleitarie le elucubrazioni sul prezzo del titolo espresse da Vito Lops nel suo articolo pubblicato dal Sole 24 ore il 23 maggio 2012.

Tralasciando gli effetti sulle quotazioni di borsa è più giusto interrogarsi sulla superficialità con la quale molti approcciano il social network, senza rendersi conto che la privacy che si pensa di avere per il solo fatto di essere da soli davanti al computer è soltanto apparente. Oggi anche gli sprovveduti sono stati avvisati che è pericoloso anche navigare protetti tra le mura domestiche.

articolo pubblicato il: 28/03/2018 ultima modifica: 08/04/2018

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