periodico di politica e cultura 25 maggio 2018   |   anno XVIII
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libri: Marco Terzetti

"Lettere da un giovane militare"

di G. V. R. M.

Marco Terzetti

Lettere da un giovane militare (1942-1945)
La vicenda di Bruno Terzetti (Perugia, 1920-1979)

La storia degli internati militari italiani (IMI) dopo l’otto settembre nei campi di Polonia e Germania è stata per anni misconosciuta, per precise scelte di formazioni partitiche che vollero monopolizzare l’epopea resistenziale per i propri progetti politici. Ancora oggi alcuni contributi sono ignorati o sottovalutati, come quello del ricostituito esercito nelle battaglie di Montelungo, di Ortona, di Filottrano e come la tragedia della Divisione Perugia, di certo non inferiore a quella, universalmente conosciuta, della Divisione Acqui.

Memoriali di internati apparvero nell’immediato dopoguerra, ma con scarsi risultati di diffusione, ad eccezione del “Diario clandestino” di Giovannino Guareschi, del ’49, e di “Seicentomila italiani nei lager”, dei giornalisti umbri Marcello Lucini, già internato, e Giuseppe Crescimbeni, libro che fu un autentico bestseller nel ’65.

Non mancò anche, negli anni Sessanta, su di un rotocalco di grande diffusione, un ricordo umoristico. Un giornalista ricordò come, giunto da poco in un campo di nuova costituzione, ancora sconosciuto alla Croce Rossa ed ai parenti degli internati, fosse stato chiamato al cospetto di un severissimo sergente tedesco. Tremante, preparato al peggio, conobbe da un interprete il motivo della convocazione: era giunta al campo un’ingiunzione per il mancato pagamento di alcune rate dell’Enciclopedia Treccani.

Da poco, per Morlacchi Editore, è uscito un interessantissimo libro di Marco Terzetti, figlio dell’internato Bruno, che, attraverso le lettere del padre, fornisce un’efficace descrizione della vita nei lager e delle motivazioni ideali e morali che spinsero centinaia di migliaia di militari italiani a rifiutare l’adesione alla RSI, nonostante fosse previsto per gli aderenti l’immediato rientro in patria.

Bruno Terzetti era giunto da pochissimi giorni a Mantova, sottotenente di prima nomina dell’Artiglieria Contraerea, quando, all’indomani dell’otto settembre, fu catturato dai tedeschi e destinato ad un tormentoso peregrinare tra la Polonia e la Germania. Dalle sue lettere si comprende tutto il disagio della prigionia, il freddo e la grande fame, con razioni ai limiti della sopravvivenza, ma anche la dignità con cui gli internati vivevano la loro situazione. Nelle sue richieste alla famiglia, oltre ai pochi viveri che i genitori avrebbero potuto inviare, Bruno Terzetti chiede materiale di disegno e pittura, specificando anche in quali negozio di Perugia comprarlo. Il ragazzo voleva mantenere alto il suo spirito nonostante tutto ed era consapevole che la creatività muore se non la si coltiva assiduamente.

Nel libro sono presenti anche brevi ricordi di compagni di prigionia perugini, ma mancano, per comprensibile rispetto, le lettere che inviava ad Aldana, la sua ragazza che dopo la guerra diventerà sua moglie.

Marco Terzetti, che ha ordinato con amore la corrispondenza paterna, è dottore in Scienze Politiche, funzionario di banca a riposo, molto attivo nel sociale e nell’associazionismo culturale. Coniugato con Margherita, ha due figli ed è nonno.

Isbn: 9788860748539
Pagine: 192
Morlacchi Editore
Collana: Gli umbri. Biografie e memorie
€ 15,00

articolo pubblicato il: 14/05/2018

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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