periodico di politica e cultura 25 maggio 2018   |   anno XVIII
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politica estera

giustizia e privilegio

di Luigi Delli Stanghi


In Brasile cinquantaquattromila persone godono del foro privilegiato, ovvero di una normativa speciale in caso di giudizio.

L'origine del privilegio risale al secolo V, al tramonto dell'Impero Romano, ma in Brasile ebbe inizio con la Costituzione del 1824, quando un articolo considerava l'Imperatore del Brasile persona sacra ed inviolabile, che non poteva essere processata per alcun crimine. Dall'Imperatore il privilegio si estese via via a tantissime altre figure, nonostante l'avvento della repubblica federale.

Oltre al Presidente della Repubblica e del suo Vice, hanno garantito l'accesso ad una giustizia differenziata deputati, senatori, ministri, governatori degli stati federali, sindaci e molti membri della magistratura, sia giudicante che inquirente.

Il Supremo Tribunale Federale ha fatto un primo passo molto importante sulla via della riduzione del privilegio, decidendo all'unanimità di restringere le prerogative di deputati e senatori ai soli crimini commessi nell'esercizio della loro attività parlamentare.

A partire da adesso, un parlamentare denunciato, ad esempio, per furto, sarà giudicato come tutti i cittadini, ma un'accusa di peculato nell'approvazione di un disegno di legge rimarrà materia di giurisdizione privilegiata. Ma i 594 tra deputati e senatori rappresentano solo l'un per cento di coloro che godono di prerogativa di foro. Il cambio non interessa tutti gli altri brasiliani che, per l'incarico che ricoprono, non sono uguali agli altri cittadini.

articolo pubblicato il: 11/05/2018 ultima modifica: 24/05/2018

La Folla del XXI Secolo - periodico di politica e cultura
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