elzevirino
arte degenerata
di Teddy Martinazzi

Una sonora bordata di fischi ha seppellito la trovata del regista Leo Muscato di cambiare il finale della Carmen, a Firenze, facendo inceppare la pistola con la quale Don José avrebbe dovuto uccidere la sigaraia (a parte il fatto che nell'opera non di pistola si tratterebbe, bensì di coltello). Muscato, con il pieno appoggio del sovrintendente Cristiano Chiarot, ha avuto questa geniale idea in omaggio al politicamente corretto, che non può tollerare un femminicidio in scena, nemmeno se previsto in un capolavoro come quello di Bizet.

Fin dai lontani anni Sessanta del secolo scorso, registi, scenografi e costumisti a corto di idee presero l'abitudine di cambiare l'ambientazione delle opere liriche per far vedere che i loro emolumenti non erano stati elargiti invano dagli enti lirici. Cinquant'anni fa la cosa generava scalpore, oggi l'ambientazione non impressiona più nessuno, anche perché chi va all'opera lo fa per godersi la musica e per osannare o esecrare le esecuzioni canore; la regia non conta la classica mazza, anche perché, dopo Visconti, tutto è dejà vu.

Questa ossessione per il politicamente corretto ci riporta ai tempi dell'arte degenerata di hitleriana memoria ed a quelli della Rivoluzione Culturale cinese, quando un altissimo dirigente del partito ebbe a condannare la musica di Chopin perché generava commozione e quindi rallentava l'impegno nella produzione.

Seguendo il politicamente corretto, tutta l'opera lirica andrebbe riscritta. Immaginiamo l'Otello, in cui già la scelta del personaggio è scorretta, in quanto non si dovrebbe trattare di un moro, bensì di un wasp, ovvero di un bianco americano protestante; la gelosia è un sentimento passatista; l'uccisione di Desdemona è un orrore. Ma non solo l'opera lirica, anche il teatro, anche la pittura, tutte le arti sono passibili di censura e tutti i capolavori andrebbero rivisitati.

Quello che più fa pensare è il tweet con cui il sindaco di Firenze ha espresso il suo apprezzamento per la scelta del regista: "Come Presidente del Maggio Musicale sostengo la decisione di cambiare il finale di Carmen, che non muore. Messaggio culturale, sociale ed etico che denuncia la violenza sulle donne, in aumento in Italia." Non entriamo nella dimensione della socialità e dell'etica del sindaco Nardella, ma quanto a quella culturale...

articolo pubblicato il: 09/01/2018 ultima modifica: 22/01/2018