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arte e mostre
nel segno di Afro Basaldella
di Manuela Mattei

Presso la Chiesa di San Francesco di Udine, una mostra ideata ed organizzata dalla Galleria d'Arte Moderna di Udine con l'Archivio Afro di Roma ed i familiari dell'artista, che propone il fior fiore della produzione disegnativa elaborata da Afro a partire dai primi anni Trenta del Novecento sino al 1947, con una selezione di dipinti cui i disegni sono connessi, mentre si è da poco conclusa nelle sale del Museo di Palazzo Ricchieri, a Pordenone, un'esposizione di opere giovanili sia di Afro che dei fratelli Mirko e Dino Basaldella.

La rassegna presso la Chiesa di San Francesco ad Udine, sede delle principali mostre promosse dai Musei Civici, propone una selezione di circa 150 opere su carta, la maggior parte delle quali inedite, provenienti da collezioni private e realizzate attraverso varie tecniche, dalla matita al carboncino, all'acquarello e alla tecnica del disegno indiretto, detto anche a calco.

Questi disegni ripercorrono le tappe fondamentali della formazione artistica di Afro, dagli esordi figurativi accanto ai fratelli nell'ambito della Scuola Friulana d'Avanguardia alla frequentazione della Scuola Romana, il passaggio dal sottile linearismo di paesaggi e nature morte di gusto fiabesco agli influssi espressionisti dell'opera di Scipione sino alla sperimentazione di tecniche antiche quali appunto il disegno indiretto, ottenuto premendo una punta su un foglio appoggiato su una matrice preparata ad olio.

Il disegno rappresenta per Afro un esercizio continuo e costante, a partire da uno dei suoi famosi autoritratti, gli studi da El Greco a Tiziano, il gusto baroccheggiante espresso nelle nature morte alla mostra promossa nel 1938 a New York dalla Galleria della Cometa, il disegno a calco e, negli anni Quaranta, la grafica nervosa e sintetica di ritratti e nature morte, i nudi dedicati alla moglie, eletta quale modella ideale.

Quindi l'accostamento e la sperimentazione del cubismo attraverso la conoscenza dell'opera di Severini, le vedute della città di Roma dopo il suo trasferimento nella capitale, sino alle chine colorate e all'uso vivace del colore, nella seconda metà degli anni Quaranta e l'esercizio sul monocromo, il bruno, il grigio, il nero, che anticipa sulla carta il successivo sviluppo pittorico dell'artista che, dal 1947, abbraccia definitivamente l'astrattismo.

In rassegna anche una serie di studi preparatori sul tema della Crocifissione, realizzata insieme al fratello Mirko nel 1947 in ceramica policroma.

Completa la rassegna un volume a cura di Isabella Reale, direttore per la Gamud e saggio di Gilberto Ganzer, direttore del Museo di Palazzo Ricchieri, in uno alla riproduzione delle opere.

Alla Chiesa di San Francesco, largo Ospedale Vecchio, sino al 31 marzo, con orario da martedì a venerdì 10,00-13,00 e 16,00-19,00; sabato 10,00-13,00 e 16,00-20,00; domenica 10,00-13,00, lunedì chiuso.

Costo del biglietto, intero euro 5,00, ridotto euro 3,00, scolaresche euro 1,50.

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