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attualità
city-car ad aria compressa

L'auto elettrica non si è ancora affermata che già rischia di venire soppiantata da una new entry: l'auto ad aria compressa.
L'invenzione si deve all'ingegnere francese Guy Negre, esperto di motori ecologici, che ci ha lavorato sopra per dieci anni prima di arrivare alla costruzione di quattro prototipi con telaio di alluminio e carrozzeria in fibra di vetro (ma c'è l'idea di costruirla in fibra di canapa pressata, totalmente riciclabile).
L'ingegnere transalpino non ha voluto cedere i trentasei brevetti del suo motore a nessuna grande casa automobilistica; l'idea è quella di vendere ai concessionari piccoli stabilimenti di produzione con uno stesso marchio, tipo negozio in franchising (in Italia il primo sarà a Rieti).
Il principio è semplice, per quanto rivoluzionario: con un pieno di aria a trecento atmosfere (costo poco più di un euro) si fa funzionare una piccola camera di scoppio che permette all'auto di percorrere duecento chilometri a sessanta all'ora. La macchina potrebbe raggiungere i centodieci all'ora, ma il consumo sarebbe eccessivo.
Rispetto all'auto elettrica i vantaggi sono nel minor dispendio di energia (l'auto elettrica utilizza solo il tredici per cento dell'energia accumulata, quella ad aria fino al venti) e soprattutto nel fatto che sarà possibile, in prospettiva, fare il pieno in pochi minuti presso le stazioni di servizio, mentre l'elettrica deve essere ricaricata con almeno quattro ore di collegamento ad una presa d'energia.
Un altro vantaggio ecologico sta nel fatto che il motore non abbisogna di un inquinante olio minerale, bensì di un normale olio vegetale.

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