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effetto Grecia
di Vittorio Sordini

Il primo ministro greco George Papandreou ha annunciato il referendum sul pacchetto di aiuti Ue da 130 miliardi di euro. Rainer Bruederle, leader parlamentare dell'Fdp che fa parte della coalizione della Merkel, ha detto di avere l'impressione che la Grecia stia cercando di sottrarsi all'accordo coi leader Ue.

Critiche sono arrivate anche dalla Finlandia, dove il ministro degli Affari europei ha detto che il referendum sarà un voto sull'appartenenza all'eurozona. "La situazione è così difficile che fondamentalmente sarà un voto sulla loro appartenenza all'euro", ha detto in un'intervista televisiva a Mtv3 il ministro Alexander Stubb.

Mentre i mercati finanziari impazziscono e gli investitori hanno la sensazione di essersi seduti sull'ottovolante sarebbe utile fare una riflessione sull'annuncio di Papandreou.

Un referendum in questa situazione significa solo che Papandreou ha stimato di non poter sopportare il peso politico e le conseguenze, sempre politiche, dell'applicazione delle misure imposte dalle Autorità economiche e finanziarie europee, che lo stesso Papandreou aveva concordato.

Probabilmente il malessere è profondo in quei Paesi dove i rispettivi Governi hanno lavorato a lungo per entrare nell'euro senza però comprenderne a pieno i vantaggi, né soprattutto i rischi. Si è sempre parlato dell'assoluta necessità di una moneta unica europea per scongiurare gli attacchi della speculazione, come avvenne in Italia nei primi anni novanta quando era in vigore il sistema monetario basato sulle bande di oscillazione delle monete. All'epoca la speculazione costrinse l'Italia ad uscire dal quel sistema monetario e costrinse il governo a misure draconiane ed inique, tanto da arrivare ad un prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani.

L'esperienza con la moneta sintetica creata all'interno dell'Unione Europea per garantire la stabilità dei tassi di interesse, denominata ECU o ECU' , ha mietuto molte vittime tra coloro che per l'acquisto della casa contrassero un mutuo in quella moneta astratta che aveva un basso tasso di interesse, ma che aumentava continuamente di valore, costringendo i debitori a sborsare molte più lire rispetto a quelle che avevano ottenuto in prestito.

"Gli atti non sono belli "diceva il rospo che vedeva un uomo che era intento ad affinare la punta di un bastone. Probabilmente Papandreou non è disposto a fare la fine cui potrebbe essere destinato il rospo.

articolo pubblicato il: 01/11/2011 ultima modifica: 05/11/2011

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