USA 2003
Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura: Brian Helgeland
Interpreti: Sean Penn (Jimmy), Tim Robbins
(Dave), Kevin Bacon (Sean)
Genere: dramma
Censura USA: restricted
Pare che l'idea di comperare i diritti del bel romanzo omonimo di Dennis
Lehane (nella versione italiana il titolo e' diventato la morte che non
dimentica) fosse venuta a molti altri registi, ma alla fine nessuno aveva
osato affrontare sullo schermo un tema cosi' scabroso come quello della
violenza pedofila. Clint Eastwood ha invece raggiunto rapidamente un accordo
per i dritti di trasposizione; da sempre Clint e' attratto da temi che
ripropongono, in un contesto tipicamente americano (le praterie del far West
come ne "Gli spietati" del '92 o l'asfalto metropolitano come in questo caso)
i connotati della tragedia greca: la vendetta come unica giustizia
riparatrice, l'impossibilitĂ di sfuggire al proprio destino, stabilito da un
Fato crudele ed indifferente.
Il film inizia fra le strade di un popolare quartiere irlandese di Boston
fatto di scolorite case in legno, proprio a ridosso del Mystic River: tre
ragazzi, Jimmy, Dave e Sean, pongono una porta di legno costruita in casa in
mezzo alla strada (evidentemente passano poche macchine a quell'ora) ed
iniziano a giocare a hockey. Le inquadrature sono basse, ad altezza di ragazzo
e la linea di fuga della strada e' spesso al centro dell'inquadratura, quasi un
muto avvertimento di minaccia incombente. In effetti, proprio quando i tre
ragazzi stanno compiendo una marachella (scrivere i propri nomi sul cemento
fresco del marciapiede) arriva una macchina da cui scende un poliziotto
minaccioso (sapremo dopo che si tratta di un falso poliziotto). Solo Dave, il
piu' onesto e semplice del gruppo, accetta di salire in macchina con il
pretesto di essere accompagnato a casa. La successiva violenza sul ragazzo
non viene mostrata ma viene chiaramente compresa. Venticinque anni dopo, lungo
una strada dello stesso quartiere, Dave accompagna sua figlio a scuola;
camminando, parlano di basket. Dave ha le spalle ricurve, il passo lento, lo
sguardo come distratto da qualche incubo che ancora turba la lunghissima notte
della sua giovinezza. Tim Robbins, in una grandiosa interpretazione, non ha
bisogno di parlare troppo per trasmetterci tutto il disagio del suo
personaggio. Jimmy invece ha un grocery store nello stesso quartiere
d'infanzia; e' compiaciuto della sua conquistata serenita' familiare, dopo una
burrascosa giovinezza che ha anche visto la prigione per qualche anno. Ha una
allegra figlia di 19 anni avuta dal suo primo matrimonio ed altre due piu'
piccole, dal secondo. Ma le strade del suo quartiere hanno in serbo un'altra
violenza : questa volta e' la stessa figlia adolescente di Jimmy a venir
trovata morta
nel parco vicino. Da questo momento si sviluppa come una doppia
indagine: quella ufficiale dell'amico di giovinezza Sean, diventato
commissario della Polizia dello Stato e quella dello stesso Jimmy, deciso a
vendicare sua figlia con l'aiuto di due amici che ha ereditato dal suo passato
di contrabbandiere. L'intreccio giallo (la scoperta progressiva di nuovi
indizi, l'alternanza di sospetti verso l'una o l'altra persona) e' come una
trama che scorre in sottofondo: quello che prevale sono le vicende umane dei
tre amici che si sono ritrovati. Si incontrano da soli a due, a tre,
talvolta assieme alle famiglie, accomunate dal comune dolore (le mogli di
Jimmy e di Dave sono cugine). Il regista discretamente si mette da parte e
concede lunghi primi piani alla maschera di Sean Penn, l'eroe tragico del
racconto, ma l'abilita' di Clint e' nell'aver scolpito un bassorilievo classico
dove la tensione dei volumi si sviluppa attraverso la contrapposizione dei
caratteri dei personaggi: la personalita' forte del padre ferito (Jimmy), la
figura incerta e sfuggente di Dave, l'instabilita' nevrotica di sua moglie,
contrapposta alla determinazione quasi impietosa della moglie di Jimmy.
Il rapporto con il divino , con un dio di giustizia inesorabile ed impietoso
viene spesso invocato: "hai un debito con Dio ed e' venuto a riscuoterlo"
qualcuno apostrofa Jimmy dopo la morte di sua figlia. Anche quando Jimmy si
era vendicato, nella sua giovinezza, di un torto subito, aveva sentito su di
se' il rimprovero divino ma bonario e quasi accondiscendente, "come un cucciolo
che l'ha fatta in casa" . Quando la tragedia e' consumata, Jimmy si allontana
verso il punto di fuga di quella stessa strada su cui venticinque anni prima
era stato segnato il destino non di uno di loro, ma di tutti e tre. Non e'
difficile prevedere che il film verra' candidato all'Oscar, almeno per la
recitazione dei suoi protagonisti e per la sceneggiatura.
Vi e' una scena che appare come aggiunta, quasi fuori posto e che non a caso
avviene sullo sfondo della patriottica sfilata del Columbus Day: Jimmy e' in
camera da letto, a torso nudo, con un grande tatuaggio a forma di croce sulla
schiena (guarda caso): lui e' ancora sconvolto dagli ultimi avvenimenti, ma la
moglie lo consola: "lui ha un cuore grande per tutte le sue figlie, lui e' un
vero padre, sa quello che c'e' da fare e lo fa ",anche se poi rischia di
sbagliare. In questo periodo così incerto per l'America, si potrebbe
intravedere un riferimento indiretto ad un altro padre, ad un papĂ -presidente
che sa come vendicare la famiglia, anche sbagliando. La presenza nel cast di
attori come Tim Robbins, Sean Penn, che hanno fermamente osteggiato
l'intervento americano in Irak, potrebbe essere una conferma.