Sebbene Voltaire e Rousseau non avessero risparmiato spregiudicati e disinibiti attacchi alla cultura vigente ai loro tempi, lestremo apogeo della sfida illuminista fu raggiunto da intellettuali quali Giuliano Lamettrie (1709 1751) e Bernardo di Mandeville (1670 1733). Due medici che si diedero anche alla filosofia. Due pensatori che abituati a trattare con la fisicità dellessere umano non ebbero la capacità di librarsi in alto, di penetrare le profondità dello spirito degli uomini, arrestandosi dinanzi alla corporeità delluomo, percependo solo in essa lesplicarsi totale della vita umana.
Per Lamettrie luomo, gli animali e le piante vanno collocati tutto sullo stesso piano. Voltaire e Rousseau nonostante le loro tesi anticonformiste avevano unalta considerazione delluomo, che era per loro un essere peculiare, più importante e più completo degli altri. Per Lamettrie no. Per lui il mondo è una macchina, che va avanti da sola. Quali sostanze spirituali, quale anima ! Tutte parole ! Parole vuote e senza significato. Anche luomo è una macchina. Da medico aveva sperimentato che tra corpo e psiche cè una compatta e rigorosissima interdipendenza. Quando sei ammalato nel corpo, il tuo spirito comè ? Se sei fiacco nel corpo ti si indeboliscono pure le facoltà psichiche. Se il cervello funziona allora funziona la capacità di pensare. Se il cervello va in tilt, va in malora anche lidoneità a pensare. Se i muscoli del corpo non puntellano la testa, la testa non supporta il pensiero.
Da qui a decretare che il pensiero è pura materialità il passo è breve.
Lamettrie arriva a ipotizzare che il cervello degli animali può migliorare ed essere educato. Ha fiducia che prima o poi la scimmia imparerà a parlare come gli uomini.
Questo pensiero sarà, poi, portato alle estreme conseguenze da un certo Darwin.
Tesi estremistiche e scandalose anche da parte di Mandeville. Per questo medico il benessere della società non si fonda né si mantiene sulla virtù, bensì sul vizio. La società, finché al suo interno conserva e sostenta vizio e corruzione, prospera rigogliosamente, se affiora la virtù, digrada e si collassa. Le sue favole sono volutamente provocatorie.
Grazie al vizio e alla corruzione fioriscono gli avvocati, i commercianti più o meno imbroglioni, i medici più o meno onesti, i preti più o meno devoti. Comparsa lonestà finiscono i facili guadagni e finisce il benessere.
A quel punto tutti sono onesti, ma senza denaro. I commercianti perdono i clienti e la società cade in miseria.
Che dire delle loro idee. Come al solito, le trovate intellettuali condotte al punto estremo svalorizzano ed offuscano gli eventuali elementi positivi presenti in esse. Che lessere umano sia composto di materia è indubitabile, che lo sia esclusivamente è assai discutibile. E sotto gli occhi di tutti che la vita di ognuno di noi non si svolge né si esaurisce nella nostra carnalità. Determinati stati psichici, anche se legati, nella loro funzionalità, alla salubrità di alcuni organi corporali, tuttavia negli esiti emozionali e razionali esondano la pura materialità. Emozioni e pensieri possono pure avere origine dal cervello, che è materia, ma corroborano lindividuo nella sua totalità che non è solo materia. Luomo avverte che il beneficio derivante non si scarica solamente nel proprio corpo ma pervade la pienezza del suo essere, un essere che va al di là della composizione chimica del proprio organismo.
Per Mandeville dove cè il vizio là si espande agio e opulenza.
Dire che esagera è dire poco. E fuori dal mondo. Probabilmente non ha assaggiato neanche lontanamente le molliche dei frutti dei vizi. Presumibilmente voleva informarci che non tutto il male vien per nuocere, che non tutti gli aspetti negativi della società sono nocivi. E va bene. Per questo ne prendiamo atto.
Prendiamo, altresì, atto che non fu preso sul serio. Tuttavia, malauguratamente dovesse allettare qualche mente, ci sarebbe da buttarlo al macero. Non fossaltro che per gli equilibri secolari che verrebbe a frantumare.