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strategia o masochismo?
di Manlio Morandi

Onestamente non ci si capisce più niente. I democristiani di centro destra (vedi Follini) cercano in tutti i modi di squalificare Berlusconi a favore del loro potenziale candidato Casini. Ma Casini è il presidente della camera dei deputati e non può ufficialmente schierarsi. L'unità della casa delle libertà fino a pochi mesi fa non era in discussione. Ora tutto viene rimesso in gioco dalle bizze dell'UDC i cui deputati sembrano divenuti tutti grilli parlanti. Quale è il fine di questa alzata di scudi che dura ormai da tempo? Come prima risposta si potrebbe ipotizzare la ricerca frenetica di visibilità. Del resto il più piccolo partito della cdl cerca consensi tra l'elettorato di centro e questo atteggiamento di "rivolta" contro Berlusconi potrebbe attirare elettori del centrosinistra che non amano certo la compagnia di Bertinotti e di altri leader dichiaratamente comunisti. Il proporre le primarie è un altro amo gettato verso gli elettori dell'altra sponda. Mettere in discussione il premier vuol dire una manifestazione di autonomia ideologica nei confronti della coalizione. Poiché al momento tutto à possibile non avanziamo altre ipotesi eccetto che una: e se fosse una tattica concordata a tavolino tra Berlusconi, Follini e Casini per movimentare un polo che presenta momenti di regressione? Non è pensabile che un gruppo cinque anni or sono vincente possa farsi autogol per perdere le prossime elezioni. Sarà furbizia politica, fine strategia? Ai posteri la sentenza. Se la casa delle libertà vincerà le prossime elezioni vorrà dire che la strategia usata avrà fatto breccia tra gli indecisi moderati di centro, se perderà vorrà dire che i democristiani esistono ancora. E' non è poco.

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