L'espressione "Via della seta" fu coniata nel Diciottesimo secolo dall'archeologo tedesco Ferdinand von
Richthofen per indicare la strada che unisce la costa del Mar Mediterraneo, nell'attuale Siria, a Xiang, in
Cina. Questo percorso, lungo settemila chilometri, attraversa i territori degli attuali Iran, Turkmenistan,
Uzbekistan, Afghanistan e Pakistan; taglia lungo una linea longitudinale l'Asia, assecondando alte catene
montuose, deserti e costeggiando mari.
Studi e ricerche archeologiche hanno stabilito che già diecimila anni fa era utilizzata; vi afferivano strade
secondarie percorse da uomini e donne di varie etnie per spostarsi alla ricerca di migliori condizioni di vita.
Secondo lo storico francese Frantz Grenet, della Scuola Normale Superiore di Parigi, queste strade erano
conosciute già nell'Ottavo secolo A.C. per opera dei persiani. Questo popolo, a differenza dei greci e dei
babilonesi, era sostanzialmente nomade e seminomade. I persiani si muovevano, pertanto, con grande facilità per
gli estesi territori a ridosso dell'Afghanistan e dell'Iran. La maggior parte dei percorsi era conosciuta da
popoli di etnia persiana, come i sogdiani della Transoxiania (l'attuale Uzbekistan), i parti, gli ariani ed i
bactriani che vivevano in Afghanistan, gli aracosiani del Pakistan. Il grande impero persiano era ancora di là
da venire, ma questi popoli nomadi già commercializzavano la seta,comprandola in Cina e vendendola a romani e
cartaginesi sulle piazze di Damasco e di Antiochia. Ebbe così origine la via della seta.
Con l'unificazione del grande impero persiano i traffici si svilupparono moltissimo e si fecero più sicuri.
Carovane si spostavano verso l'Oriente, trasportando oro, avorio e pelli dalla costa africana, cammelli e
cavalli da Babilonia, vini e ferro dall'attuale Turchia. In direzione contraria venivano trasportati profumi,
anche quello di zibetto tibetano, erbe aromatiche, ma soprattutto la seta cinese.
Nel Secondo secolo A. C. il diplomatico cinese Zhang Qian, per ordine dell'imperatore, si spostò verso ovest
per allacciare rapporti con i popoli indo-europei. L'incontro di Qian, che aveva attraversato, partendo
dall'antica capitale Xian, il deserto di Gobi e gli altipiani della Mongolia, con le antiche rotte persiane
ufficializzò quella che è oggi denominata la via della seta.
A quel tempo era raro che una carovana percorresse l'intero cammino, più spesso si trattava di mercanti
specializzati in un determinato tratto di strada. Nei luoghi dove due carovane si incontravano per riposare e
mercanteggiare, piano piano si formarono agglomerati di case ed in seguito grandi ed importanti città come
Bukhara e Samarcanda.
Con il declino dell'impero romano la parte occidentale della via cominciò a non essere più sicura. Nel Quarto
secolo D. C. le frequenti incursioni e migrazioni degli unni in direzione ovest impedivano i traffici, mentre
in direzione est la fine dell'egemonia dei sogdiani (la cui lingua era paragonabile all'odierno inglese come
lingua di comunicazione) avvenne nell'Ottavo D. C., in seguito allo spostamento della capitale dell'impero
arabo degli Habbassidi da Damasco a Baghdad, con il conseguente spostamento della direzione dei traffici. La
produzione di tappeti a Isfahan ed a Nishaur rafforzò ulteriormente il nuovo tragitto.
Quattro secoli dopo la conquista musulmana della parte occidentale della via, quella orientale cadde sotto il
dominio dei mongoli di Gengis Khan. I mongoli facevano passare chiunque fosse in grado di pagare il pedaggio,
offrendo in cambio posti di guardia e pattugliamenti, ma distruggendo, peraltro, centri posti nelle vicinanze
della strada, anche città di grande importanza.
Le cose cambiarono con la nascita delle Repubbliche marinare italiane, con il rilancio delle rotte dell'Egeo.
Marco Polo ripeté tra il 1275 ed il 1295 il viaggio che padre e zio avevano fatto anni prima, il marocchino Ibn
Battuta fece pochi anni dopo un percorso similare, lasciandone anche lui il resoconto scritto.
Se, grazie soprattutto ai marinai italiani ed alla stabilità dell'impero arabo, il tratto occidentale divenne
più sicuro, quello orientale divenne preda delle scorrerie di Tamerlano e dei suoi emuli. Fu così che le
nazioni occidentali iniziarono ad ipotizzare trasporti alternativi via mare. Verso occidente si diresse
Cristoforo Colombo, verso oriente, contornando l'Africa, i grandi navigatori portoghesi. La fine della via della
seta era segnata.