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arte e mostre
la motocicletta italiana
di Manuela Mattei

La Fondazione Antonio Mazzotta, Foro Bonaparte 50, a Milano, propone una rassegna dedicata alla motocicletta italiana non come oggetto ma come fenomeno, realizzata in collaborazione con la rivista Motociclismo, con circa venti opere d'arte, cinquanta manifesti d'epoca, trenta moto, abbigliamenti storici, fotografie - cura di Uliano Lucas - e documenti originali.

Una rassegna che ripercorre la storia delle due ruote, un settore nel quale si è affermata in Italia una supremazia di innovazione tecnologica e bellezza del prodotto finale prima ancora che nel settore della moda e del design, che ha visto il proliferare di un gran numero di marchi e di produzione qualitativa, in uno all'affermarsi di campioni di tutto rispetto, da Nuvolari, Ubbiali e Agostini sino agli attuali Biaggi e Valentino Rossi.

Un lungo percorso espositivo dall'inizio del secolo scorso sino ai nostri giorni, attraverso i miti della meccanica e gli eroi che li hanno cavalcati, ma anche la presenza assidua e costante nella vita di tutti i giorni, per gran parte del popolo italiano, perché la motocicletta è stata un fedele compagna nel lavoro e nelle vacanze: l'immagine della moto è anche la storia del costume italiano, protagonista della storia sociale del paese e del panorama industriale italiano.

Fenomeni di costume che, nel dopoguerra, riflettono gli anni cruciali del boom economico, analizzati nella sezione fotografica con la presenza di trenta autori che, attraverso i loro reportage, propongono immagini che riflettono il mondo della moda, della cronaca e della pubblicità ed i loro cambiamenti nel corso degli ultimi quarant'anni: fra tanti fotografi, ricordiamo Gianni Berengo Gardin, Antonio Migliori, Maurizio Bizziccari, Francesco Cito, tanto per fare qualche nome.

Nel campo delle arti visive, ricordiamo la presenza di molti manifesti pubblicitari, vere e propri opere d'arte, a firma di artisti preziosi quali Dudovich, Codognato, Nizzoli, Muggiani, Crali, Gambini: una grafica pubblicitaria che ci riporta indietro in un tempo che, anche se non vissuto direttamente, ci appare in tutta la sua straordinaria poetica.

Inoltre, vari oli, da 'Il motociclista', 1923, di Fortunato Depero a 'Motociclista', 1929, di Ivo Pannaggi, presente anche con il pregevole ' Il ratto d'Europa', 1965/68, sino a 'Ferita' e 'Totem', entrambi del 1987, fusioni in bronzo e a cera persa di Arman.

Da ultimo, per i veri appassionati del settore, le motociclette, dalla Gilera VT 317, la prima moto Gilera, costruita nel 1909, una monocilindrica che superava i 100 Km orari, alla Guzzi Alce del 1946, alla Gilera 500 Rondine, 1939, che raggiungeva la velocità di 225 km/h, alla Morini bialbero 250, 1958, (230 Km/h), alla MV Agusta 350 del 1965 (240 Km/h), sino alla Ducati Monster S2R 1000 del 2005 (214 km/h) e alla MV Agusta F4 1000 Tamburini del 2005, che raggiunge la velocità di 307 Km/h: in mezzo a loro anche Benelli, Laverda, Motom, la Vespa 98 (1946), la Lambretta 125 (1947), Aprilia, Garelli...

Sempre e solo per gli appassionati, ricordiamo la presenza della Vespa Siluro che nel 1951 conquistò il record di velocità del Km lanciato della classe 125 a 171,1 Km/h, e della Lambretta Record che, nell'agosto dello stesso anno, ottenne il record di velocità massima con 201 Km/h!

Completa la rassegna un pregevole volume edito da Mazzotta, con la riproduzione delle opere e vari saggi, storici, di costume, di archivio e di grafica pubblicitaria.

Alla Fondazione Antonio Mazzotta, Foro Bonaparte a Milano, sino al 12 marzo 2006: per eventuali ulteriori informazioni tel. 02.878197.

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