A Fiano Romano, presso lo Studio-Museo, Raccolta Ettore de Conciliis, realizzato con il sostegno dell'Unione Europea, della Regione Lazio, della Provincia di Roma e del Comune di Fiano Romano, nella suggestiva cornice di quella che fu la chiesa di Santa Maria ad Pontem, risalente al 1100, una esposizione antologica permanente - a cura di Marina Pizziolo - dedicata ad Ettore de Conciliis, che inaugura questa nuova sede museale attraverso la quale la Provincia di Roma, in intesa con vari comuni, sta sempre più concretizzando il programma di Provincia capitale per realizzare percorsi culturali non solo alternativi ma di completamento rispetto a quelli sviluppati nella città di Roma.
Nel contesto della pittura italiana del Novecento, l'iter artistico di de Conciliis rappresenta una pietra miliare, sia per la complessità della sua personalità artistica, sia per le diverse tipologie di opere che ne caratterizzano le varie tappe nel tempo: dalla metà degli anni Sessanta, infatti, de Conciliis ha operato come muralista, in un periodo di contestazione sociale in cui la pittura su muro - spesso opera d'arte collettiva - rappresentava il miglior abbinamento fra supporto materico e dissenso generale: fra questa tipologia di opere ricordiamo il murale dedicato alla pace all'interno della chiesa di San Francesco ad Avellino (1965), che viene celebrata attraverso la guerra, i bombardamenti, i morti ed una folla in marcia per la pace in cui si riconoscono politici ed intellettuali del tempo, un'opera che suscitò un vasto dibattito culturale e l'intervento del Vaticano.
Ma anche murali che mostrano l'attenzione dell'artista per l'impegno sociale, i problemi del Mezzogiorno, gli armamenti atomici, temi difficili portati avanti da de Conciliis con grande impegno morale, quale il murale 'Giuseppe Di Vittorio e la condizione del Mezzogiorno', andato perduto; impegno morale e sociale che ritroviamo anche nella prima realizzazione di land-art, un vasto complesso monumentale a Portella della Ginestra, in Sicilia, in memoria dell'eccidio portato a termine dalla banda di Salvatore Giuliano nel 1947, un intervento assolutamente non invasivo che utilizza sassi e grandi massi, con il minimo intervento scultoreo e con il maggior rispetto possibile per gli elementi naturali: un primo passo verso quel lirismo della natura che troveremo nelle opere successive.
Anche se, non dimentichiamolo, l'artista sta realizzando altre due opere di land-art, il 'Parco della Pace' a Roma su una superficie di undici ettari, in una perfetta interazione fra scultura e natura, e la 'Fontana per la pace', all'ingresso della cittadina di Fiano Romano.
Dagli anni Ottanta l'artista si dedica sempre più intensamente all'elaborazione di scene naturali in cui la figura dell'uomo, che prima di allora riempiva quasi all'infinito le sue opere, scompare per lasciare il maggior spazio possibile alla natura, in una ebbrezza di colori e di luci che la ritraggono in vari m omenti della giornata ed in varie condizioni meteorologiche, per cogliere appunto, come suole dire, 'il dramma della luce' e proporlo cos' com'è agli occhi di chi contempla le sue opere, libero di interpretarle come meglio crede.
Mentre da una parte nei paesaggi c'è tutta la natura in movimento, che de Conciliis riesce a rappresentare con una pittura fluida e vaporosa, spesso con la mancanza di una precisa definizione, dall'altra l'artista si cimenta in varie nature morte in cui il tempo viene fermato, quasi un fermo immagine del film della vita, in cui gli oggetti rappresentati sono dipinti con uno scrupoloso afflato realistico, ma sempre senza il valore di una pura ricerca formale.
Certamente uno dei maggiori artisti figurativi italiani, "dalla profonda dialettica sottesa a tutta la sua pittura", come ricorda in catalogo Vincenzo Vita, Assessore alla Cultura della Provincia di Roma, "tra la testimonianza e la forma, tra la palese estensione del messaggio e l'assidua evoluzione cromatica e materica".
Completa la rassegna un volume di grande formato edito da Skira, a cura di Marina Pizziolo, già citata, con vari saggi, antologia critica, biografia e bibliografia, in uno alla riproduzione delle opere.
Ricordiamo infine che è prevista nel corso del 2006 la mostra 'Carlo Levi, le pitture del confino".
'Ettore de Conciliis - opere 1979-2005' presso lo Studio-Museo a Fiano Romano in mostra permanente. Ufficio stampa Maria Bonmassar.
Per eventuali ulteriori informazioni tel. 0765.389305