Il 2 febbraio 1907 usciva in una rivista ungherese la prima puntata di "A Pál utcai fiúk" di Ferenc Molnár, romanzo subito tradotto in tutte le lingue, in italiano con il titolo "I ragazzi della via Paal'. Oggi le ultime tra le decine di edizioni italiane preferiscono la grafia originale Pál, invece di quella ancora in uso pochi anni fa, che traduce l'esatta pronuncia del nome della strada.
Pál o Paal che scrivere si voglia, la storia ideata da Molnár è diventata un classico della letteratura mondiale, uno dei libri più letti del Novecento ed anche uno di quei romanzi conosciuti anche da coloro che non li hanno mai effettivamente letti.
Dal libro sono state tratte piéces teatrali, riduzioni illustrate ed almeno tre film, uno nel 1934, dello statunitense Frank Borzage, uno nel 1935, diretto da Alberto Mondadori e Mario Monicelli e l'ultimo, dell'ungherese Zoltan Fábri, nomination all'Oscar nel 1969 come miglior film straniero.
Dopo un secolo esatto la storia del piccolo eroe Nemecsek, unico soldato semplice di una banda di ragazzini in cui tutti sono ufficiali, ancora seguita ad affascinare, così come affascina tutto il contesto del romanzo, l'ambientazione tra il terreno fabbricabile della via e la segheria accanto, i nemici che si ritrovano all'Orto Botanico, la società segreta, la cattiveria di qualcuno e la stupidità di qualcun altro. Avvincenti le pagine sulla "guerra", più di tante altre descrizioni di battaglie vere o verosimili di adulti, commovente la morte del biondino minuto Ernesto Nemecsek.
Ci sono libri che sono stati scritti esclusivamente per l'infanzia, come "Pinocchio", altri che, diretti inizialmente ad un pubblico adulto, sono diventati loro malgrado classici infantili, come è avvenuto a "I viaggi di Gulliver", nato come pamphlet di critica sociale, Senza considerare le riduzioni arbitrarie, per cui opere immortali come il "Don Chisciotte" vengono private di tutta la loro valenza filosofica, psicologica, sociologica ed antropologica per essere inopinatamente ridotte ad una mera successione di episodi burleschi.
"I ragazzi della via Pál" esce da tutti gli schemi perché, senza riduzioni o manomissioni, è apprezzato dal lettore di qualsiasi età. I bambini si commuovono per la sorte di Nemecsek, gli adulti possono leggere l'epica battaglia per la disputa di un terreno come un'allegoria universale della lotta per la libertà. I valori etici del libro non sono oggi in disuso, perché ci ricordano che il carattere dell'uomo si rivela nelle ore e nelle situazioni decisive della vita.
"I ragazzi della via Pál" costituisce una di quelle letture che ci accompagnano per il corso di tutta la nostra esistenza, un romanzo d'avventura che vale quanto un trattato di psicologia, un libro di memorie in cui non si percepisce la presenza dell'autore, un racconto di guerra che ci riconcilia con l'umanità.