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cinema
II Festa Internazionale del Cinema di Roma
di Sergio Gigliati

galleria di immagini: radiototò, teletotò

galleria di immagini: pezzi e pezzetti di Ferreri in TV

In occasione della Festa del Cinema di Roma che si terrà dal 18 al 27 ottobre presso l'Auditorium Parco della musica di Viale de Coubertin, Rai Teche presenterà due interessanti ed inediti documentari a contributo della rassegna che si svolge per il secondo anno consecutivo della città capitolina.

I documentari dal titolo "Radiototò, teletotò" e "Ciao Marco", ognuno della durata di circa 50 minuti, saranno presenti nella sezione "extra" della rassegna.

Il primo di questi ,"Radiototò, teletotò" di Silvana Palumbieri, è la messa-in-riemersione di un Totò che si cala nei diversi generi televisivi tra quiz, varietà news e fiction. Col quiz il Musichiere scatena per una frase "politica" una lunga esclusione dai programmi televisivi. Così dagli archivi Rai risalgono spezzoni miracolosamente conservati, brani di rare interviste e le nove puntate della serie televisiva Tuttototò . Qui Totò ripristina scene del proprio teatro di rivista con pezzi famosi come Scena del Wagon-lit, Manichini, Lallo parrucchiere per signora. Con l' episodio della guida turistica e il 'si gira' di "I due colonnelli" Totò rinnova un idioma unico ed esilarante, unendo e storpiando lingue straniere. Quindi riaffiorano i sodalizi con grandi dello spettacolo e della cultura quali Zavattini, Campanile, Eduardo, Pasolini. "Io lascio solo parole" dice Totò alla radio, e proprio le sue parole, le sue scoppiettanti frasi senza senso, hanno fatto esplodere tante scontate situazioni dell'esistenza quotidiana.

Il secondo documentario "Ciao Marco", di Silvana Palumbieri, dall'intrigante sottotitolo "pezzi e pezzetti di Ferreri in TV" è dedicato a Marco Ferreri.

Calzolaio e cacciatore di farfalle, Ferreri racconta il proprio far cinema. Esprime anche il suo pensiero su solitudine, paure e morte, come rivela il materiale delle teche Rai. Ma il suo cinema è anche lavoro sulla materia: cibo, escrementi e autodistruttività. Ci sono gli spazi e gli attori che li attraversano, il bisogno d'amore e la necessità di possesso eterno con la forma estrema del cannibalismo, la rappresentazione sontuosa della scimmia, del bambino e della donna. Ferreri parla della morte del cinema e del suo rifiorimento con nuovi autori, riflette su libertà, povertà, felicità e società. Il capitolo sul suo rapporto con la "maestra di tutte le immagini" sono due documentari e la interpretazione televisiva di opere di Garcia Lorca, Platone, Rabelais. Veterinario immaginifico studia la femmina e il maschio dell'animale uomo . Infine dichiara che, con la fine della cultura, le parole non hanno più ragione di esistere: è il momento del fischio.

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