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attualità scientifica
vestiti energetici

Un gruppo di scienziati statunitensi ha creato nuove fibre, grandi quanto un capello, in grado di sviluppare energia elettrica con il movimento.

La tessitura di queste fibre potrebbe consentire di fabbricare abiti intelligenti che col movimento del corpo potrebbero alimentare apparecchi elettronici portatili, come l'MP3.

Il gruppo, che ha pubblicato i risultati di questa ricerca sulla rivista Nature, ha indicato come ambito di applicazione anche il tessuto delle tende da campeggio o altre strutture per generare energia eolica.

L'obiettivo primario era quello di creare nanotecnologie autosufficienti. La circolazione dell'aria, le vibrazioni sono energia meccanica utilizzabile per dare cariche a dispositivi diversi. E qualsiasi nuova fonte che sostituisca tecnologie tradizionali, come le batterie, rappresenta un'alternativa interessante e applicabile anche ai tessuti.

I campi di applicazione potrebbero essere estesi anche a quello della salute. Azionare apparecchi medici minuscoli, come impianti cocleari o segnapassi, o meccanismi subcutanei per la somministrazione di farmaci o depositi di antibiotico per prevenire le infezioni negli impianti alla retina costituiscono alcuni dei molteplici esempi.

Un nanogeneratore è formato da coppie di fibre simili a capelli, alla base di ogni fibra si trova un fusto di Kevlar. Sulla superficie vengono fatti crescere alcuni cristalli denominati nano fili; ogni filo, creato a partire da una soluzione, misura da 30 a 50 nanometri (un milionesimo di metro) di lunghezza ed è di ossido di zinco. L'accrescimento è così spettacolare che sulla superficie della fibra appaiono i nanofili disposti a raggiera. I nanofili possono crescere su una qualsiasi superficie.

Ogni fibra viene poi immersa nell'oro perché agisca come elettrodo; quando, poi, si avvicina al secondo filo crea una piccola quantità di energia. La fibra agisce come piezoelettrico e ciò è importante perché converte energia meccanica in elettrica.

Gli esperimenti effettuati con prototipi hanno dimostrato che due fibre di un centimetro di lunghezza possono generare una corrente di 4 nanoampère e un voltaggio di di circa 4.000 volt. Se fosse possibile ottimizzare il disegno sarebbe possibile per ogni metro quadrato di tela produrre 80 mila volt in grado di azionare un iPod.

Per ora il ricorso a tele di questo tipo richiederebbe molta quantità di tessuto da indossare e la necessità di muoversi molto rapidamente.

Il bisogno di energia spinge comunque a cercare anche altre strade; ad esempio esiste un progetto del Ministero della Difesa americano per impiantare generatori negli scarponi dei soldati avvezzi a marce molto lunghe o comunque a molto movimento. Anche in Canada è stato presentato un congegno da applicare ad un ginocchio che funziona come una dinamo.

I ricercatori dell'Università della Georgia stanno mettendo a punto apparecchi di uso quotidiano da incorporarsi in tessuti o materiali. Ad esempio un nano generatore fissato su una superficie rigida in grado di azionare sensori nelle autovetture.

I destinatari potrebbero essere, a parte i militari, anche gli appassionati di apparecchi elettronici, contenti, forse, di interagire con i propri abiti o orologi o mp3.

La commercializzazione resta ancora difficile anche per quanto riguarda l'immagazzinamento che assicuri una fonte costante di elettricità. Ma c'è molto ottimismo che tutto quanto sviluppato in laboratorio diventi realtà.

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