OCCUPAZIONE TEDESCA DI BARLETTA ( 12 - 24 SETTEMBRE 1943 )
I seimila uomini in armi, di istanza a Barletta nel Settembre del 1943, al comando del Colonnello Francesco Grasso, assunsero una temeraria iniziativa intesa ad impedire , con la forza, l'occupazione armata della città da parte dei Tedeschi.
Tappe degli avvenimenti
1 - Il Colonnello Francesco Grasso, Comandante del Presidio militare della città con sede operativa nel Castello, all'indomani dell'otto Settembre '43, CHIEDE, alle competenti autorità, ordini ben precisi sul da farsi e sul comportamento da tenere nei confronti gli ex alleati tedeschi.
2 - Nell'assoluto e irresponsabile silenzio delle Autorità militari di ogni grado e di ogni livello, alcuni Reparti delle nostre truppe mostrano la loro disponibilità per la difesa delle strade di accesso alla città da Trani, da Andria, da Canosa e da San Ferdinando.
3 - Nella notte tra il 10 e l'11 settembre arriva il fonogramma a firma del Generale Caruso del Comando del IX Corpo d'Armata: "Urgentissimo: Per ordine superiore considerate truppe germaniche come nemiche et agite di conseguenza". Il Colonnello Grasso, "senza alcuna esitazione, nel pieno rispetto dei suoi doveri, dispose in difesa della città di costituire capisaldi sulle diverse provenienze nonché di minare il ponte sull'Ofanto nell'intento di ostacolare gli spostamenti del nemico",
4 - Gli uomini della 301^ batteria di artiglieria , dopo un reciproco lancio di bombe con i tedeschi, vengono fatti prigionieri.
Una motocarrozzetta tedesca ,attraversa la città , e gli occupanti vengono uccisi. Fermati in zona Crocifisso, sulla Via Andria, da una valorosa difesa dei soldati delle vicine Casermette, nel pomeriggio dell'11 settembre, i Tedeschi sono costretti ad un ripiegamento.
5 - All'alba del giorno 12 settembre, i Tedeschi, appoggiati dalla loro aviazione che bombarda la città, entrano in Barletta da via Andria ,occupano il Castello , avanzano lungo le mura del Paraticchio e lungo quelle del Carmine , da via Bezzecca , via Roma, via Canosa, Via Regina Margherita. "Riconosciuto all'atto della cattura come il Comandante di Presidio, responsabile degli ordini dati per la resistenza, vengo minacciato e malmenato...Assisto poi alla ricomposizione e sfilata della colonna e dei compagni di sventura fuori della città sulla Nazionale per Foggia...Osservo...e conto complessivamente 10 carri armati, 6 cannoni da 88 semoventi e una cinquantina di automezzi vari", scrive il Colonnello nella sua Memoria inviata al competente Ministero al rientro dai vari campi di concentramento della Polonia.
6 - Nella stessa mattinata, una pattuglia di Tedeschi si accosta alla sede dei Vigili Urbani e, con le armi in pugno, impone a undici vigili e a due netturbini che si trovavano nell'ufficio, di uscire immediatamente. Spinti con le armi lungo il muro del Palazzo delle Poste, vengono fotografati e , subito dopo, massacrati. Uno solo resta miracolosamente vivo, sotto il mucchio dei suoi compagni.
7 - I corpi dei 12 sciagurati vengono composti nelle case , qualcuno provvede a lavare il selciato sporco di sangue.
8 - Dal 12 al 24 settembre, la città, è uno spettacolo di distruzione e di desolazione. Negozi e abitazioni vengono saccheggiati, devastati e fatti segno a colpi di cannone l'Ospedale civile, la torre dell'orologio di San Giacomo, l'ufficio postale, la fontana monumentale e la stazione ferroviaria. Si assiste anche al risveglio di alcuni fascisti che si affiancano ai tedeschi pronti per servirli. Un gruppo di tedeschi fa saltare in aria il deposito di munizioni di via Trani e, alcuni di quei soldati, chiedono, anche loro, abiti civili alla popolazione.
9 - All'alba del 24 settembre i tedeschi abbandonano la città, la gente si riversa sulle piazze e nelle strade a festeggiare i liberatori.
A BARLETTA LA POPOLAZIONE COMINCIA A RIPRENDERE LA PROPRIA VITA , LE PROPRIE ABITUDINI. SI CONTANO I MORTI: Trentaquattro SOLDATI e Venti CIVILI.