L'originalità del liberalismo spagnolo giunge alla sua massima espressione nella convocazione delle Cortes di Cadice e la Spagna entra così nel secolo XIX, aprendo le porte di una nuova epoca al resto dei paesi europei.
Nel dicembre del 1810 fu nominata una commissione - diretta dai leader liberali Agustín Arguelles e Diego Muñoz Torrero - che fu incaricata di elaborare una costituzione per la nazione spagnola.
Il 19 marzo 1812 la Costituzione fu definitivamente approvata, con il suo anelito profondo ad una rimodellazione della società ispirata dall'impulso etico.
Solo questo "impulso etico" basterebbe a distinguerla dal modello francese, e ciò appare molto chiaro dall'articolato quando recita che gli spagnoli debbono essere "giusti e benefici".
La Costituzione del 1812 rappresenta simbolicamente la caduta dell'Antico Regime e l'inizio del costituzionalismo spagnolo. La sua importanza è stata sempre posta nella giusta considerazione dai migliori studiosi del costituzionalismo.
Mirkine-Guetzevitch afferma che è superiore alla Costituzione francese del 1791 e che ottenne più vasta influenza di quella in tutta Europa per lo spirito nazionale che vi aleggiava, mentre Richard Herr scriveva: "Fu più radicale di qualsiasi costituzione sorta nella Parigi rivoluzionaria". Tra gli spagnoli Solé Tura ed Eliseo Aja sono convinti che "all'interno del primo costituzionalismo occidentale, il testo di Cadice rappresenta uno dei migliori modelli, sostenendo il paragone con la Costituzione francese del 1791 o di quella americana del 1787".
La vera originalità della Costituzione del 1812 proviene dall'essere l'espressione più alta del liberalismo spagnolo. Da questo punto di vista, il suo testo è la prima espressione europea di un Romanticismo politico di cui la Spagna fu pioniera. In contrapposizione al carattere universalista ed imperialista della Costituzione francese del 1791, quella spagnola costituisce la manifestazione più pura della fede nella propria nazione come soggetto della sovranità e come luogo in cui rappresentare questi supposti valori universali ed astratti.
L'affermazione della nazione come fonte generatrice di diritti è caratteristica del Romanticismo politico in contrapposizione all'Enciclopedia, secondo la quale questo fondamento risiedeva nella ragione. Per questo appare in cima alla Costituzione la rivendicazione che caratterizza questo postulato; dopo aver definito la Nazione spagnola "riunione di tutti gli spagnoli di tutti e due gli emisferi" e aver riaffermato la propria libertà ed indipendenza ("non è né può essere patrimonio di alcune famiglie o persone"), proclama solennemente: "La sovranità risiede essenzialmente nella Nazione, ed allo stesso modo appartiene esclusivamente a questa il diritto di enunciare le proprie leggi fondamentali".