USA 2003
Regia: Alan Parker
Sceneggiatura: Charles Randholf II
Interpreti: Kevin Spacey (David Gale), Kate Windslet (Bitsey Bloom)
Censura Italiana: film per tutti
Censura USA: Restricted
David Gale è un giovane e brillante professore di filosofia all'università di Austin (Texas) ed attivamente impegnato in un movimento per l'abolizione della pena di morte in quello stato, uno dei più assidui in tale pratica (ogni riferimento a G. W. Bush, ex governatore del Texas non sembra affatto casuale).
Ma la stella di David precipita rapidamente: accusato ingiustamente di stupro da una studentessa del suo corso, perde il posto ed in parallelo si separa dalla moglie che lo priva della possibilità di incontrare l'amato figlio. David trova comprensione solo in Constance, la collega attivista e suo braccio destro nel movimento contro la pena di morte. Incomprensibilmente Constance viene uccisa in modo brutale ed ora David, giudicato colpevole, si trova nel braccio della morte, a quattro giorni dall'esecuzione. Le ultime speranze vengono riposte in Bitsey Bloom, una giovane giornalista a cui David è autorizzato a rilasciare un' intervista. Bitsey, in base ai pochi indizi che gli ha messo a disposizione, dovrebbe ,in estremis, trovare le prove della sua innocenza.
Il film si muove apparentemente mosso da nobili principi, dimostrare cioè l'assurdità della pena di morte ed il rischio di condannare un innocente ma questi ideali vengono mal serviti dai mezzi che vengono messi in campo (mezzi che naturalmente non possiamo rivelare ) per dimostrare tale assurdità.
Siamo molto lontani da "dead man walking", dove la tesi della non uccisione veniva coraggiosamente applicata anche ad un caso particolarmente odioso.
Anche da un punto di vista tecnico, il film mostra significative deficienze proprio da parte del regista di Evita (1996), Mississippi Burning (1988), Pink Floyd the Wall (1982).
La sceneggiatura innanzitutto:è vero che si cerca di rappresentare l'ambiente colto dell' università,ma David sembra continuare a dare lezioni di filosofia anche quando si trova nei sobborghi della città o all'interno del braccio della morte.
Poi il montaggio: il film appare lento, sopratutto nella parte centrale dove David non riesce a uscir fuori dal una serie infinita di sfortune (troppe, appunto) che gli sono capitate addosso.
Un altro difetto, una colpa capitale dal punto di vista dello spettatore, è quello di non riuscire a costruire la suspence del giallo. I personaggi di contorno, che dovrebbero essere altrettanti sospettati, sono stati tratteggiati in modo approssimativo. Lo spettatore vuole farsi la sua idea su chi sia il colpevole e poi restare piacevolmente contraddetto dalla sorpresa finale. Non in questo film.