Vivere in città e per di più in un condominio spesso significa essere aggrediti da ogni genere di rumore. Le fonti di disturbo sono le più disparate; i vicini che tengono accesi televisori, stereo ed altre apparecchiature elettroniche a volume altissimo ed ad orari impossibili, condomini che suonano ogni sorta di strumenti musicali, o spostano mobili in piena notte, o fanno feste ogni sera.
Senza tralasciare tutti i rumori provenienti dalle strade e causati dal traffico, dalla presenza di fabbriche o magazzini e dagli esercizi aperti al pubblico, spesso anche nelle ore notturne, come pub e discoteche.
Cosa prevede la legge per difendersi da tutto ciò? Molteplici sono gli aspetti da tener presente. A cominciare dal regolamento di condominio che dovrebbe vietare e comunque regolamentare le attività rumorose di tutti gli abitanti del palazzo.
Basilare poi è il Codice civile che al tema delle "emissioni di rumori" dedica un intero articolo. L'art. 844 c.c. individua tre diversi criteri di valutazione della liceità dei rumori: il primo è quello della normale tollerabilità, il secondo quello del contemperamento delle ragioni della proprietà con le esigenze della produzione, il terzo, facoltativo, è quello della priorità dell'uso. Altre fonti si possono reperire nelle leggi e regolamenti locali.
Non esistono comunque criteri automatici di rilevamento dei limiti di tollerabilità. Ogni caso è a sé e dipende da molteplici fattori: la situazione ambientale, la sensibilità dell'uomo medio, le circostanze di fatto.
Cosa fare per tutelare il nostro diritto alla salute ed al riposo? È necessario interpellare, prima di tutto, chi è in grado di stabilire con esattezza se il livello di rumore superi i limiti. Per far questo ci si può rivolgere al proprio Comune o ad un perito privato. Verrà, quindi, effettuata un'indagine di natura tecnica e, se sarà confermato che la soglia di tollerabilità è stata superata, ci si potrà rivolgere al Giudice perché, in via di urgenza (ovvero in alcuni mesi), emetta un provvedimento che costringa chi causa i rumori molesti a smettere o limitare il baccano.
La successiva causa, che dovrà obbligatoriamente seguire a tale provvedimento, porterà in qualche anno anche ad una sentenza di risarcimento di tutti i danni subiti.