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speciale Italia ieri, oggi, domani
E' evidente che l'era Berlusconi ha dato uno scossone alla vita politica italiana. Da elezioni proporzionali ad elezioni maggioritarie: stabilità, certezza nella gestione del potere, continuità nei programmi? La logica dovrebbe dire di sì ma la realtà è ben altra. La coalizione di governo, ostentando una ferrea solidità, evidenzia giornalmente piccole crepe dovute a dichiarazioni dei vari ministri che spesso mettono in crisi una compattezza che a volte sembra soltanto vivere sulla carta. E' da riconoscere al Premier l'abilità di ricucire e ridimensionare quanto avviene quasi giornalmente. Con la riconosciuta abilità del manager riesce a far rientrare, per il bene dell'azienda Italia, polemiche inutili e dichiarazioni inopportune. Sul piano internazionale il ruolo dell'Italia è migliorato, solidi accordi con USA, Spagna, Portogallo e Francia. Ma come si rafforza la posizione estera si indebolisce la situazione interna. La crisi economica che travolge l'occidente viene fatta passare come una sconfitta strisciante del governo Berlusconi. Ci sono senza dubbio responsabilità dell'esecutivo ma è innegabile che la crisi internazionale non ha aiutato gli innovativi programmi di questo governo.
L'opposizione dovrebbe contrastare il governo sui contenuti invece di perdersi in una estenuante critica ad ogni dichiarazione del presidente. E' più una opposizione al Presidente del Consiglio che non al governo. Se Berlusconi riuscirà, nonostante tutto, a realizzare il suo programma è destinato a conquistare anche la prossima legislatura. Questo eventuale successo sarà in gran parte merito dell'opposizione che non è riuscita ad essere unita, ad esprimere valide proposte politiche da contrapporre all'azione del governo. Inoltre al momento non è stato ancora designato il personaggio di prestigio da contrapporre a Berlusconi. Forse una opposizione non prevenuta avrebbe potuto mettere a nudo le tante pecche di questo governo, sollecitando con democratica collaborazione quelle modifiche e quei miglioramenti che alcuni uomini validi della sinistra potevano proporre. Ciò avrebbe messo in luce l'anima migliore della sinistra che seppur sconfitta aveva a cuore il bene del paese. Si vola basso, molto basso se si pensa che per scuotere le anime della sinistra è dovuto intervenire Nanni Moretti. Dunque un regista che per scuotere una sinistra immobile la fa diventare "girotondina". Per fortuna c'è ancora Bertinotti che è persona seria.
Si dovrebbe operare, con la collaborazione di tutti, avendo come unico obiettivo il bene dell'Italia.
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