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teatro
“Roberto Zucco”

al Teatro Vascello di Roma


I percorsi dedicati al teatro italiano del Romaeuropa Festival proseguono dal 25 al 27 ottobre con “Roberto Zucco”, prima nazionale della nuova produzione di Giorgina Pi e del suo collettivo Bluemotion tratto dall’omonima opera di Bernard-Maria Koltès, in scena al Teatro Vascello per una co-realizzazione con La Fabbrica dell’Attore.

Dopo la frequentazione dei testi di Kae Tempest o Caryl Churchill, passando per il Pilade di Pasolini fino a LEMNOS, opera di connessioni poetiche dal Filottete di Sofocle, Giorgina Pi - artista residente al Teatro Nazionale di Genova (produttore dello spettacolo insieme a Teatro Metastasio di Prato e Romaeuropa) - sceglie di rivolgersi a “Roberto Zucco” di Koltès per mettere in scena la storia ispirata alle vicende realmente accadute di Roberto Succo, efferato assassino originario di Mestre, evaso in Francia che balzò agli onori della cronaca nera negli anni Ottanta. In un momento storico come quello attuale, la regista afferma insieme al suo gruppo creativocollettivo Bluemotion (con un cast di attori composto da Valentino Mannias, Andrea Argentieri, Flavia Bakiu, Monica Demuru, Gaia Insenga, Giampiero Judica, Dimitrios Papavasilìu, Aurora Peres, Alessandro Riceci, Kevin Manuel Rubino, Alexia Sarantopoulou) una precisa visione militante affrontando un testo che racconta la diffusione veloce e inarrestabile della violenza, in particolare quella di classe, quella domestica e – ultima ma non per importanza – quella verso le donne.

Nel suo ultimo anno di vita (tra il 1988 e il 1989), Koltès quarantunenne, benché soffrisse per le conseguenze dell’AIDS, scrisse Roberto Zucco che venne pubblicato postumo e presentato, prima in lingua tedesca alla Schaubühne di Berlino nell’aprile del 1990 da Peter Stein (con gli attori Max Tidof e Dorte Lyssewski), poi in versione radiodramma, nel giugno dello stesso anno, da France-Culture nella rielaborazione di Catherine Lemire.

Pubblicato postumo, il testo si potrebbe definire come un testamento spirituale, di visione poetica sulla marginalità e il concetto di violenza che stava maturando all’alba degli Novanta. 15 quadri compongono una carrellata di personaggi e luoghi che ricordano quelli di Jean Genet, una sorta di montaggio cinematografico, «veloce perché nella sua vita il tempo stava scadendo e nella scrittura questo si sente». L'opera maturò in modo del tutto casuale: un giorno Koltès vide sulle pareti della metropolitana di Parigi il volto di un giovane parricidamatricida e pluriomicida, Roberto Succo, di origini italiane, che era fuggito durante una licenza universitaria dal manicomio criminale in cui era recluso ed era ricomparso in Francia compiendo efferate atrocità. Catturato dalla Polizia del Veneto, era poi riuscito ad evadere di nuovo prima di finire definitivamente in carcere e suicidarsi qualche giorno dopo, all'età di ventisei anni. Nella rielaborazione drammaturgica del fatto di cronaca il protagonista si deve liberare di coloro che lo amano al punto da impedirgli di avanzare verso il sole, quasi un Icaro moderno alla ricerca dell'ignoto. Zucco coniuga la vita nella morte e viceversa sospinto dall'inquietante ansia di voler superare sempre nuove frontiere, Come un malato inguaribile, terminale. Il linguaggio del dramma è freddo, essenziale. I dialoghi tracciano brevi scene, quasi brandelli di un discorso interrotto da una furia esistenziale.

Roberto Zucco fu presentato per la prima volta in Italia nel 1992, dallo Stabile di Genova nella versione a cura di Marco Sciaccaluga. Nel cast, tra gli altri: Franco Branciaroli, Anna Bonaiuto, Sara Bertelà, Bruna Rossi e Ugo Maria Morosi.

La messa in scena 2024, a cura di Giorgina Pi, torna a rappresentarne tutta l’irrequieta potenza e attualità.

Dopo il debutto al Romaeuropa Festival 2024 “Roberto Zucco” sarà in scena a Genova – Teatro Gustavo Modena - dal 30 ottobre al 10 novembre; Milano – Elfo Puccini - dal 12 al 17 novembre; Prato – Fabbricone - dal 21 al 24 novembre

Roberto Zucco di Bernard-Marie Koltès Traduzione Francesco Bergamasco Un progetto Bluemotion Adattamento, regia, scene e video Giorgina Pi

Interpreti: Valentino Mannias e Andrea Argentieri, Flavia Bakiu, Monica Demuru, Gaia Insenga, Giampiero Judica, Dimitrios Papavasilìu, Aurora Peres, Alessandro Riceci, Kevin Manuel Rubino, Alexia Sarantopoulou

Costumi Sandra Cardini e Gianluca Falaschi Colonna sonora originale Valerio Vigliar Ambiente sonoro Collettivo Angelo Mai Luci Andrea Gallo Cura del suono: Cristiano De Fabritiis Assistente alla regia Michael Ferretti Assistente ai costumi Anna Varaldo Produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Metastasio di Prato e RomaEuropa Festival in collaborazione con Angelo Mai, AMAT, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Olinda Cast tecnico: direttore di scena Salvatore Arena; attrezzista Erika Sambiase; fonico Stefano Gualtieri

articolo pubblicato il: 24/10/2024

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