Martedì 25 febbraio 2025 la serie Discovery dell’Unione Musicale – pensata per ampliare gli orizzonti della classica - accoglie il rinomato percussionista Daniele Di Gregorio che porterà il pubblico alla scoperta del suo affascinante “mondo sonoro” facendo dialogare il suono caldo della marimba e i suoni elettronici del computer da lui stesso programmato.
Nell’intervista esclusiva concessa all’Unione Musicale, l’artista spiega: «Per il concerto torinese presenterò, oltre alle composizioni per marimba sola, rielaborazioni di brani scritti per duo e trio, brani inediti e standard jazz. Cercherò soprattutto di mettere in evidenza le caratteristiche espressive della marimba, uno strumento affascinante e per molte persone ancora poco conosciuto».
Considerato uno dei più grandi esperti a livello internazionale di vibrafono e marimba, Di Gregorio si muove con disinvoltura tra il repertorio classico, pop e jazz vantando prestigiose collaborazioni con artisti come Giorgio Gaslini, Enzo Iannacci, Carmen Consoli, Mina, nonché con Paolo Conte, con il quale lavora da lungo tempo. Tra le sue collaborazioni illustri è da ricordare anche quella con Ennio Morricone, compositore di cui Di Gregorio ha eseguito in prima assoluta il Concerto per chitarra, marimba e orchestra (nel 1995).
Per il pubblico dell’Unione Musicale Daniele Di Gregorio ha ideato un programma ad hoc che ha per protagonista la marimba, strumento a cui è particolarmente legato. «La marimba – racconta il musicista – è arrivata tardi nel mio percorso di formazione. Fin da subito mi ha attratto più del vibrafono (che somiglia esteticamente alla marimba ma è di metallo), forse perché era ed è uno strumento meno esplorato e, a mio parere, con svariate possibilità espressive. È meno ancorato al mondo del jazz ed è uno strumento “libero” e tribale, etnico e misterioso».
La risonanza primordiale della marimba in questa occasione si combinerà con i suoni elettronici del computer: «Mi è piaciuta l’idea di “dialogare” con uno strumento pre-programmato, freddo; il mondo dell’elettronica mi ha sempre attratto e chi meglio di un computer poteva aiutarmi in questo? La sfida è mettere in contatto il calore del legno, con la sua storia e il suo mondo ricco di dinamiche espressive, con un piccolo computer, dove tutto è già scritto, ragionato e programmato».
L’appuntamento si preannuncia come una confessione artistica dell’interprete, un’opportunità straordinaria per addentrarsi nel laboratorio intimo di un musicista poliedrico. «Il mio mondo sonoro – ci ha confidato Di Gregorio – è un piccolo racconto del mio passato e del mio quotidiano: un insieme di spunti, alle volte confusi alle volte più chiari, riordinati e ricostruiti, di un percorso fatto di esercizi, composizioni e idee sonore. Il mio mondo sonoro è l’insieme di molti piccoli “micro mondi” sonori».
articolo pubblicato il: 18/02/2025