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musica
Alexander Gadjiev in concerto

al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino


Alexander Gadjiev dalla scorsa stagione è artista in residenza all’Unione Musicale. Torna a Torino per il suo nuovo recital di mercoledì 2 aprile (Conservatorio Giuseppe Verdi – ore 20.30) con un programma tra Novecento storico e contemporaneità.

«Essere artista in residenza – ha affermato Gadjiev – permette di sperimentare e sviluppare un rapporto stretto con la città, in forme diverse. Inoltre si crea un legame stabile con pubblico e territorio: è bello anche conoscere le nuove generazioni, confrontarsi con loro, tramandare qualcosa del tuo percorso». Il trentenne artista goriziano – che si è rivelato al pubblico torinese per «la bellezza del suono, morbido, intenso, non percussivo, una dolcezza da violoncello: è un perfetto “orchestratore” delle proprie mani» (Giorgio Pestelli, La Stampa) – nel 2021 è risultato vincitore del secondo premio e del premio speciale Krystian Zimerman all’ultima edizione del Concorso Chopin di Varsavia e del primo premio al Concorso Internazionale di Sydney; nel 2023 è stato insignito del Premio Abbiati come miglior solista e attualmente è Ambasciatore Culturale di Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della Cultura 2025. Precedenti affermazioni includono il Concorso di Hamamatsu (a soli 20 anni!) e il Monte-Carlo Music Masters 2018. È stato poi “BBC New Generation Artist” nel triennio 2019-21, con il debutto alla Wigmore Hall di Londra che l’ha consacrato tra i più acclamati pianisti della nuova generazione.

«Per questo nuovo recital torinese – afferma il pianista – ho pensato a un programma musicale che vuole essere un omaggio alla Natura, in tutte le sue forme, manifestazioni, interpretazioni e percezioni. Ho scelto in apertura cinque Préludes tratti dal Secondo Libro di Debussy che, rispetto al Primo, evoca atmosfere più misteriose e rarefatte».

Il secondo brano – in prima esecuzione all’Unione Musicale - è del contemporaneo compositore statunitense John Corigliano: «Con Fantasia su un ostinato, prosegue Gadjiev, ci spostiamo in una dimensione ancora più astratta della Natura, in cui a ispirare il compositore è il “richiamo” dell’Allegretto della Settima sinfonia di Beethoven. Bartók, con All’aria aperta, percepisce invece la Natura come un’entità primitiva e intoccata, presente nella vita dell’uomo e spiratrice di pulsioni primordiali, mentre Skrjabin nella Sonata n. 9 esprime una Natura nervosa, quasi priva di gravità, che destabilizza la percezione del tutto, dando ragione al soprannome che tale Sonata porta, ovvero “Messa nera”».

Conclude il concerto la Sonata n. 2 op. 36 di Rachmaninov: «Qui la Natura si fa forza vitale. Il tempo centrale è una meditazione su ciò che l’uomo può rivelare solo a se stesso, mentre il finale è un’inebriata danza di celebrazione della vita».

Fondazione Unione Musicale ETS piazza Castello 29 – 101023 Torino tel. 011 566 98 11 - info@unionemusicale.it - www.unionemusicale.it Apertura biglietteria: martedì e venerdì 10.30-14.30 - mercoledì 13-17

articolo pubblicato il: 22/03/2025

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