Il dramma di Aminatou Haidar ( ma gli spagnoli scrivono Aminatu),
la pasionaria saharaui che sta facendo lo sciopero della fame
all'aeroporto di Lanzarote, nelle Canarie, è servito per
riportare all'attenzione internazionale il dramma di un popolo
che non accettò l'annessione al Marocco, in seguito alla
cosiddetta Marcia Verde, nel 1975.
Il Sahara Occidentale, o Rio de Oro, grande come mezza Spagna,
fu occupato dagli spagnoli nel 1920. Il suo valore strategico
nacque con la Guerra Fredda, quando USA e URSS cercavano
di portare sotto la rispettiva influenza i Paesi africani in via di
indipendenza.
Il Marocco ottenne pacificamente l'indipendenza dalla Francia
nel 1956,entrando nell'orbita delle Nazioni amiche degli USA.
Nel 1958 Francisco Franco dichiarò il Rio de Oro parte della
Spagna e dette la cittadinanza ai settantaquattromila nativi. Lo
stesso aveva fatto la Francia in Algeria, ma ciò non impedì una
guerriglia durissima che portò il Paese magrebino
all'indipendenza, nel 1962, e a successivamente gravitare
nell'orbita sovietica.
Il Fronte Polisario, che da trentacinque anni si batte contro il
Marocco, nacque negli ultimi anni del franchismo, appoggiato da
Algeria e URSS. Il re marocchino Hassan II approfittò nel 1975
dell'agonia di Franco per indire la Marcia Verde,
un'occupazione non violenta del territorio, comunqu occupazione, anche se non violenta e vista con simpatia da tutti coloro che in Europa detestavano il regime franchista. Non sapremo mai se
la Marcia Verde avrebbe avuto successo con un Franco non
immobilizzato sul letto di morte, ma probabilmente nemmeno il
vecchio dittatore avrebbe potuto prendere una posizione diversa
da quella di Juan Carlos, allora facente funzioni di Capo dello
Stato. La Spagna non poteva mettersi conto un Marocco che ancora
oggi ospita le due énclaves spagnole di Ceuta e Melilla e che, grazie
alle sue entrature nel mondo arabo, aveva contribuito nel 1973 a
rendere molto più leggera agli spagnoli la crisi del petrolio
che mise a terra tante altre nazioni europee filoisraeliane. D'altronde pochi anni fa, quando Spagna e Marocco si trovarono ai ferri corti dopo l'occupazione marocchina dell'isolotto di Perejil, poco più di uno scoglio dalle parti di Gibilterra, la Spagna riuscì a trovare un accordo diplomatico. Non sarebbe stato immaginabile uno scontro armato e molti giornalisti spagnoli trattarono la cosa con ironia, facendo battute sul nome dell'isola, che in italiano si traduce con Prezzemolo, ma che in castigliano rappresenta anche una parte molte peculiare della donna.
Furono pochi i sahariani ad accettare l'annessione al Marocco;
quelli di origine spagnola, in maggioranza figli di militari,
circa ventimila, abbandonarono l'ex Rio de Oro con destinazione
la Spagna, altri finirono esuli in Algeria, altri ancora non hanno
smesso a tutt'oggi di lottare.
Con il senno di poi è facile dire che la Spagna avrebbe dovuto
fare come il Portogallo che dichiarò indipendente Timor Est
malgrado sapesse che l'Indonesia fosse pronta ad invaderlo.
Nonostante i massacri perpetrati, alla fine l'Indonesia ha
dovuto cedere, di fronte all'ONU che non poteva permettere
l'annessione di un Paese indipendente. Probabilmente anche un
Franco in migliori condizioni di salute non avrebbe voluto fare
uno sgarbo ai marocchini: nel 1958 si era affrettato a
consegnare Ifni al Marocco dopo una "guerra sconosciuta" che era
costata alla Spagna 198 morti, 80 dispersi e 574 feriti.
Oggi l'URSS non esiste più, l'Algeria ha altri problemi cui
pensare, ma resta il dramma di una donna che si sta facendo
morire in un aeroporto spagnolo, con grande imbarazzo di chi preferirebbe dimenticare al più presto tutta la storia.
articolo pubblicato il: 10/12/2009 ultima modifica: 28/12/2009