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missili e aerei a gogò nella guerra "umanitaria"
di Ada

Non abbiamo particolari simpatie per Bossi, ma spesso - occorre riconoscerlo- riesce a condensare in due parole tutta una catilinaria di accuse e di frasi altisonanti senza alcun costrutto. "L'Italia rischia di prendersela in quel posto" se non corre ai ripari con questa storia della guerra a Gheddafi, afferma il leader della Lega. Le sue riserve riguardano l'operato dei francesi che sono stati i primi ad intervenire con bombardamenti sugli obiettivi del dittatore libico. I timori di Bossi si riferiscono al mare di petrolio che il deserto nasconde da millenni e che tutti vorrebbero "controllare" in qualche modo anche dopo la defenestrazione di Gheddafi.

Parigi ha subito riconosciuto i ribelli di Bengasi senza sapere chi sono veramente e che intenzioni avranno, l'importante, sempre per i francesi a giudizio di Bossi, e che l'Italia non sia ancora il Paese con rapporti più stretti con la vicina sponda mediterranea. Le cose stanno così, è possibile, ma intanto la "pretesa" francese di guidare in qualche modo la guerra al regime libico rimane al momento respinta, ma ha già creato una situazione insostenibile e in qualche modo grottesca - una parola che non dovrebbe essere usata in situazioni drammatiche come questa—al punto che le forze della coalizione non hanno un comando unico e ciascun contingente opera per proprio conto.

L'Italia ha chiesto che la NATO si assuma questo compito. Ma tutto, sin dall'inizio è partito male. Si è detto che il dittatore aveva già fatto diecimila morti e qualcuno nel sistema mediatico mondiale lo aveva già accusato di genocidio, denunciandolo per questo alla Corte internazionale per i crimini di guerra e sequestrandogli i beni personali all'estero. Naturalmente non era vero: certo Gheddafi ha reagito con durezza e molti morti alla rivolta contro di lui e del suo regime, ma la cifra enorme delle sue presunte vittime ha impressionato giustamente il mondo: è intervenuta l'ONU e poi è iniziata la cosiddetta "guerra umanitaria" con missili e aerei a gogò.

articolo pubblicato il: 21/03/2011 ultima modifica: 21/04/2011

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