Sabato 19 febbraio scorso i quotidiani riportavano con ampio risalto la cronaca dei lavori del Congresso dell'UDEUR (come faranno poi il giorno successiv
o).
Pochissimo, se non inesistente, lo spazio dedicato a un fatto a nostro avviso di grande importanza. Su La Stampa, solo per fare un esempio, il fat
to era attaccato in coda ad un "box" con un'intervista a Enzo Carra, già esponente dell'UDEUR ed ora deputato della Margherita.
Questo il breve spazio dedicato all'avvenimento: "Al congresso Udeur ieri è arrivata una lettera da Mino Martinazzoli, in cui ha annnunciat
o la decisione di dimettersi dalla presidenza del partito. L'ultimo segretario della DC ha spiegato la scelta non come una presa di distanza, ma sempl
icemente il commiato da una finzione, per l'impossibilità di svolgere seriamente questo mandato".
Quando l'UDEUR, divenne Alleanza Popolare- UDEUR, il 22 novembre del 2003, in una gremitissima Sala Umberto, a Roma, La Folla del XXI Secolo era p
resente con Carla Santini, che titolò l'editoriale di Dicembre "la strana coppia, ovvero attenti a quei due". Ci verrebbe voglia di riportare per
intero quell'articolo pieno di speranze; ci limitiamo a riportarne qualche brano.
"La nascita di Alleanza Popolare-UDEUR suscita interesse fra chi puo' ritrovare le radici condivise della stagione dell'impegno sulla via della tr
adizione sturziana e degasperiana. In effetti, se si torna indietro di quasi dieci anni, a quella nascita del Partito Popolare (che non vide la presenza
di coloro che erano chiamati senza ironia ma con ammirazione per il loro impegno "le truppe mastellate") sembra incredibile che l'allora segretario della
D.C. e uno dei deputati che non lo vollero seguire nella nuova formazione fossero di nuovo insieme su un palco. Eppure questo e' avvenuto. Mastella non
ha voluto far parte della Margherita, Martinazzoli ha sentito il bisogno di far sentire ancora la propria voce in una formazione che fosse completamente
in linea con la tradizione democratico-cristiana."
E più oltre: "Non si tratta, per tornare a Martinazzoli e Mastella, di una "strana coppia", ma solo del sogno di mantenere vivi certi ideali che o
ggi sono indubbiamente minoritari sui giornali o nei "posti che contano", ma che per tanti italiani conservano ancora tutta la loro validita'."
Ed infine: "Se si vuole a tutti i costi mantenere una definizione cinematografica dell'evento, piu' che parlare di "strana coppia" si dovrebbe dir
e "attenti a quei due", perche' possono costituire una speranza per coloro che, ancora democratici cristiani, non si riconoscono nelle posizioni dell'U.D
.C. e non vogliono sentirsi "altro" nella Margherita."
A distanza di poco più di un anno il bel sogno è finito, e non certo per colpa di Mino Martinazzoli, definito nel 1994 da molti militanti "
il becchino della DC", ma che comunque resta un galantuomo in un mondo, quello della politica, in cui probabilmente servono più forti gomiti per farsi sp
azio che anziani signori vecchio stampo.
Il sogno è finito perché Mastella è forse rimasto nell'intimo un semplice capocorrente. Nella vecchia DC i capicorrente, forse non t
utti, erano attentissimi a curare il proprio orticello elettorale ma ombrosi e sul chi vive quando si trattava di tessere alleanze.
Alleanza Popolare poteva lanciare l'UDEUR al Nord, facendogli perdere la connotazione di "Lega del Sud", ma soprattutto aprire nuovi scenari per q
uella vasta area di elettori che si sentono politicamente ancora democristiani. Mastella forse vedeva Martinazzoli come un bel fiore all'occhiello o fors
e non se l'è sentita di dividere con altri il potere all'interno del partito.
Fine di un sogno. Peccato.