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speciale teatro kabuki
un'arte lunga secoli
di Sergio Gigliati

Il Teatro Kabuki nasce agli inizi del diciassettesimo secolo in Giappone. E’ intorno al 1600 infatti che la tradizione fa risalire questa forma di arte rappresentativa ad opera di Okuni, una splendida danzatrice che si esibì per la prima volta a Kyoto (l’antica capitale del Giappone) presso un tempio situato lungo le sponde asciutte del fiume che bagnava la città. La sensazionalita’ dell’evento unita alla leggiadra e armonica gestualità della danza fece si che in brevissimo tempo proliferassero in tutto il paese una moltitudine di compagnie teatrali. La struttura del repertorio delle danze fu all’origine di esclusivo appannaggio femminile e si manifesto’ nel tempo con una ricercatezza di raffinatezza e sensualità che divenne tipica delle danzatrici di Kabuki. A causa del loro accuratissimo trucco, dell’abbigliamento basato essenzialmente su colori sgargianti e del fatto che spesso queste danzatrici erano, al di fuori del palcoscenico, delle prostitute, si comincio’ a generalizzare sulle danzatrici di Kabuki come di donne di facili costumi; ciò porto’ il governo giapponese ad emanare dei provvedimenti restrittivi in merito a questa rappresentazione teatrale (per salvaguardare la moralità pubblica, si diceva) fino a bandire le stesse danzatrici dai palcoscenici. Da quel momento il Kabuki divenne di assoluto predominio maschile. Verso la fine del 17 secolo il forte sviluppo della cultura giapponese vede la comparsa sulla scena di numerosi artisti appartenenti a tutti i ceti sociali; appaiono gli “Onnagata”, attori uomini trasformisti che si specializzarono in ruoli prettamente femminili e che diedero vita a questa nuova figura all’interno del dramma. Saranno appunto gli “Onnagata” che ricopriranno il ruolo di protagonista nelle rappresentazioni del Kabuki. La fine del 17 secolo, conosciuto come periodo Genroku, segna l’apice della figura dell’Onnagata, l’uomo-donna che si immedesimo’ cosi’ spesso nella parte fino a farla divenire parte integrante e stile di vita (non di rado molti di questi personaggi usavano prostituirsi come le primordiali danzatrici di Kabuki).

Questa figura di personaggio androgino venne non solo accettata dal pubblico e dalle autorita’ locali ma ben presto sorse una sorta di rispetto legata alle superiori capacita’ artistiche che molti di questi attori possedevano. E’ del 18 secolo il primo manuale di comportamento che detta le regole dell’Onnagata, una sorta di breviario a cui l’attore deve rifarsi al fine di raggiungere la compiutezza e la perfezione delle movenze e dello stile di vita legato alla rappresentazione del Kabuki. Considerata una delle principali forme di intrattenimento culturale per i cittadini meno abbienti, questa forma teatrale si indirizzo’ allo studio ed alla ricerca di nuovi drammi e soggetti che diverranno ben presto elementi portanti della danza; non rappresentazione di realtà o episodi legati alla vita quotidiana, ma spesso pure e semplici finzioni, dialoghi, conflitti tra personaggi. Ed e’ la danza appunto che rimane a tutt’oggi uno degli elementi fondamentali delle performance del teatro Kabuki.

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