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cinema
prima ti sposo poi ti rovino (intolerable cruelty)
di Franco Olearo


USA 2003
Regia: Joel Coen
Sceneggiatura: Robert Ramsey, Matthew Stone, Etan Coen, Joel Coen
Interpreti: George Clooney (Miles Massey),Marylin (Catherine Zeta-Jones), Billy Bob Thorton (Howard Doyle)
Genere: commedia
Censura USA: Parent Guided 13

Come vivono le persone ricche di Los Angeles? In ville che sembrano tanti Partenone tirati a lucido che si riflettono nelle acque sempre blu di un'invidiabile piscina, una automobile diversa per ogni occasione del giorno, la cura ossessiva per la fitness ma soprattutto, problema pressoche' sconosciuto per la maggior parte di noi mortali, l'ossessione per il contratto pre-matrimoniale. Pare proprio questo l'incubo di chi ha tanti soldi: una causa di divorzio persa puo' voler dire rinunciare al meta' del proprio matrimonio o, nel peggiore dei casi, finire a vivere sui marciapiedi. Ne sa qualcosa Miles Massey, avvocato matrimonialista di successo, interpretato con molta autoironia da George Clooney, che riesce a far apparire false le verita' piu' evidenti e viceversa. Lo sa bene e se ne compiace: per lui la vita e' una sfida, e' voglia di vincere, fino a quando il suo sicuro cammino viene tagliato da un avversario degno di lui: Marylin (Catherine Zeta-Jones), una bella ed astuta cacciatrice di patrimoni. Come si sa, amore ed odio vanno di pari passo e' piu' lui si accorge di avere di fronte un avversario all'altezza della sua fama, piu' rapidamente raggiunge il punto di "cottura". Anche lei ha deciso di amarlo senza riserve, senza il paracadute del contratto pre-matrimoniale o sta solo preparando la prossima mossa per incastrarlo?

I fratelli Coen (Joel, regista ed Etan, sceneggiatore) sono stati spesso accusati di un certo manierismo, di una cura puramente formale durante le loro incursioni nei vari generi (dal poliziesco classico in Fargo, al road-movie nella Grande Depressione in Fratello dove sei?, al Noir in L'uomo che non c'era), ma questa volta il primo cimento nella commedia brillante e' riuscito benissimo. Non occorre andare a scovare messaggi per il gusto di spostare il film fra quelli d'autore, come il loro Palma d'oro Burton Fink: e' scandaloso certo, ma qui i Coen cercano un solo effetto: quello di divertire. Gli ingredienti sono stati ben utilizzati e mescolati fra loro: battute brucianti ("sembra quasi che sia la prima vota che si sposa" sbotta indispettito il celebrante rivolto all'emozionato Miles durante il suo matrimonio civile a Las Vegas), colpi di scena al momento giusto, perfino gag comiche (Miles ed il suo aiutante indietreggiando in una casa buia, si urtano, strillano di spavento e si spruzzano a vicenda del liquido urticante). Ma sopratutto il ricco sottobosco di caratteristi che affollano la storia: il killer asmatico, l'amico dal cuore tenero, il vecchio socio dello studio attaccato al tubo del respiratore,...mentre George Clooney e' un Gary Grant un po piu' fatuo e la Zeta-Jones ci fulmina con il suo perfido sguardo. I Coen vogliono denunciare, ridendo, un mondo cinico e opportunista, senza speranza? Non completamente: Marylin confessa a Miles che l'indipendenza (quella che si ottiene divorziando da un miliardario) non e' tutto, che si resta inappagati e con tanta solitudine. Miles riconosce che il cinismo della sua professione fa vedere l'amore come una debolezza, mentre l'amore non e' un castigo, l'amore e' fiducia, dichiara orgoglioso ad una convention di avvocati matrimonialisti anzi,divorzisti.

Ma i Coen sono i Coen: proprio quando tutto converge verso il lieto fine, un'inquadratura finale in uno studio televisivo ci mostra come gli scandali dei vip sono messi in pasto al pubblico da un cinico reality show.

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