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editoriale
se il caldo uccide
di Ada

Un’estate torrida che, senza rimpianti, siamo pronti a lasciarci alle spalle. Siamo anche convinti che ben pochi italiani in ben altre faccende impegnati con le afose vacanze e alle prese con ventilatori e condizionatori, si siano appassionati in questi mesi alle tristi vicende della politica . Eppure qualcosa d’interessante è avvenuto ben nascosto nel bailamme delle dichiarazioni su questo e su quest’altro dei tanti politici, sempre naturalmente ritenute “gravi” dagli avversari, spesso naturalmente smentite, assieme a quelle semplicemente inutili.

Vogliamo ricordare tre avvenimenti. Il primo è la rivolta dei partiti “peones” della maggioranza in vena di protagonismo in previsione delle elezioni europee della prossima primavera. Parliamo di “rivolta” ma per ora si tratta solo di parole nell'attesa del consueto chiarimento. A cominciare dalla Lega e dall’UDC per finire ad AN. L’obiettivo , se esiste, è quello di ridimensionare lo strapotere, se esiste, di Forza Italia, la “locomotiva” elettorale della maggioranza , un gigante dai piedi d’argilla dicono ed in parte sembra proprio tale. Si vedrà in autunno se si è trattato di temporali estivi o di qualcosa di più serio .

Ed eccoci al secondo. Due grandi Paesi europei, Francia e Germania (soprattutto la seconda guidata da una coalizione di sinistra) si sono buttate a capofitto nelle riforme strutturali, anche di quelle sociali. Si tratta, hanno riconosciuto, di provvedimenti indispensabili per la sopravvivenza delle condizioni di vita economica e funzionale dei rispettivi popoli e qualche sacrificio ora sarà ripagato da un futuro migliore e più tranquillo. In Italia nulla di tutto ciò nonostante la presenza di una maggioranza parlamentare abnorme di centrodestra, facendo dire a qualcuno che le vere riforme le può fare solo la sinistra.

Il terzo lo vorremmo saltare perché riguarda una vicenda tristissima che ha caratterizzato questa rovente estate, ma siamo obbligati a citarla. In Francia il caldo nelle prime due settimane di agosto ha ucciso oltre undicimila, ma la cifra non è ancora definitiva, fra vecchi e anziani o clochard provocando la giusta rivolta dei cittadini che hanno chiesto ma non ancora ottenuto le dimissioni del ministro transalpino della sanità. Una cifra enorme anche tenuto conto che almeno in alcune zone del nord francese non si è abituati a simili temperature. In Italia dove per nostra fortuna ci sono stati solo casi limitati, qualsiasi ministro di qualsiasi governo, di destra, di sinistra o di centro , anche il più bravo ed efficiente, di fronte ad una strage o meglio ad una catastrofe umanitaria come quella francese, sarebbe stato decapitato in piazza. E l’intero governo sarebbe fuggito all’estero.

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