Migliaia di pesci morti sono affiorati nelle acque del Lago Patria pochi giorni fa. Dai riscontri autoptici risulta che la scomparsa di ogni forma di vita dallo specchio d'acqua di Patria è stata causata da "un'anossia dovuta a eutrofizzazione". In poche parole la morte del Lago Patria è stata causata dalla mancanza di ossigeno dovuta al surriscaldamento dello specchio d'acqua, mentre non sono state rivelate sostanze tossiche, anche se sono stati riscontrati colibatteri, dovuti a scarichi fognari abusivi.
Da segnalare che meno di un mese fa, sempre in Campania, un altro lago ha visto la sua vita seriamente compromessa: il lago Gallo Matese. Ufficialmente si è detto che la morte dei pesci di Gallo sia stata dovuta a "viremia primaverile", mentre in realtà sembrano calarsi oscure ombre di un brutale atto di bracconaggio operato con agenti chimici (varechina, calce viva, verderame ecc.).
Il Lago Patria offre da tempo uno scenario degradato, ma il paesaggio di questi giorni è quello di un cimitero di spigole, cefali e anguille: ogni forma di vita del lago è morta nel rapido volgere di una notte, le rive del lungolago sono avvolte da un tanfo ancora forte.
Ora che il Lago Patria è morto già si parla della bonifica. Una consuetudine, rammentare che l'evento era evitabile, che si è trattato di una morte annunciata. Tutto già scritto, tutto già letto.
Ora che il Lago Patria è la rappresentazione di quanto più nauseabondo possa esistere, si accavallano le voci di quanti si dichiarano pronti ad impegnarsi per destinare fondi ad uno specchio d'acqua che è stato violentato e deturpato in modo ignobile, fino all'evento che ne ha decretato la fine della sua vitalità. Che probabilmente è imputabile anche a fenomeni naturali, dato che il lago è di origine vulcanica ed in passato fenomeni di esalazioni sulfuree - che ha causato il calo di ossigeno insieme al surriscaldamento - sono avvenuti nei vicini laghi flegrei d'Averno, del Fusaro e Lucrino. Ma siamo certi che dopo la corsa a chi la spara più grossa, tutto finirà per incanalarsi nelle lungaggini burocratiche, negli scontri politici e negli interessi di parte da tutelare, per non parlare di quelli "criminali" che hanno prodotto il degrado di questo lago. Un lago che un tempo era semplicemente un luogo dove la Natura vive in simbiosi con l'Universo. Cosa che in Campania non è più possibile.
(Per gentile concessione di www.legnostorto.it)