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la storia delle papamobili

Ventiquattro anni fa Giovanni Paolo II, passando tra i fedeli a Piazza San Pietro a bordo della papamobile, una jeep Fiat Campagnola, subiva l’attentato che poteva costargli la vita. L’avvenimento obbligò il Vaticano ad adottare, da allora in avanti, modelli blindati per trasportare il Santo Padre. In Vaticano esiste ancora un esemplare di Campagnola, il fuoristrada dell’esercito italiano in servizio fino alla fine degli anni Sessanta.

Giovanni Paolo II è stato sicuramente il Papa che ha usato il maggior numero di modelli di papamobile, avendo effettuato innumerevoli viaggi intorno al mondo. Generalmente ogni Paese visitato creava un nuovo modello per trasportarlo.

È la Mercedes-Benz che tradizionalmente, fin dal 1930, fornisce le vetture al Vaticano. Gli ultimi due modelli furono montati uno sulla Classe G, un gippone stile Land Rover, l’altro su un’utilitaria Classe M. Pio XII utilizzava una 300D cabriolet, mentre per Giovanni XXIII era stata modificata una 600, con l’istallazione di un unico, confortevole sedile nella parte di dietro.

Il visitatore del Vaticano può conoscere un po’ della storia delle automobili papali. Nel museo dell’automobile sono esposte una Graham Paige del 1929, una Citroen del 1930 e le Mercedes 300 D cabriolet del 1960 e 600 pullman landaulet del 1965.

Con il Pontificato di Benedetto XVI, la Wolkswagen si è fatta avanti, proponendo di trasformare un Tuareg in papamobile. Che sia Wolkswagen o Mercedes, il fatto è che sicuramente il Papa salirà a bordo di un modello fabbricato in Germania, nella sua terra.

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