Per anni gli insulti sono stati tutti e solo per Berlusconi, leader indiscusso del Centrodestra e amaramente sempre ricordato come colui che a sorpresa fece piangere la "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto (chi era costui?) e che mandò a casa il Governo in carica, nel 2001. Gli altri esponenti della maggioranza erano sempre trattati dai politici del Centrosinistra, se non in guanti gialli, quantomeno con formale cortesia.
Ma adesso le cose stanno cambiando. Con le Primarie della C.d.L. ormai scontate (Follini non vuole tornare indietro e, anche se partito minore, l'UDC costituisce l'irrinunciabile sponda di centro del Centrodestra) è finito il fair play dei politici dell'avversa coalizione.
Prodi, già seccato di per sé perché pochi mesi fa non voleva le Primarie in casa e, dopo le Amministrative, fu costretto obtorto collo ad accettarle (con il rischio di un Bertinotti Nicky Vendola bis) ha cominciato subito a sparare su Casini, fino a ieri definito "impeccabile" come Presidente della Camera e magari in futuro ben visto come Presidente della Repubblica eletto in modo bipartisan.
È tornato anche D'Alema, fino a ieri diviso tra la profumatamente pagata "vacanza" a Strasburgo (i parlamentari italiani sono forse i meglio pagati dell'intera Unione Europea) e le vacanze sulla tolda dell'Ikarus II.
È tornato, naturalmente, per sparare su Casini, visto come l'unico vero avversario di Berlusconi alle Primarie.
Cosa dire? Probabilmente tornerà anche Occhetto, come Di Pietro (ma quanti voti hanno raccolto, ultimamente, insieme?), ma sicuramente sono tornati - ma forse non sono mai scomparsi - certi metodi di condurre le battaglie politiche che hanno radici in tempi, in sistemi ed in ideologie che si credeva ormai consegnati definitivamente alla storia.