Presso il Chiostro dell'ex Convento San Francesco ad Alatri (FR), in piazza Regina Margherita, una mostra antologica promossa del Comune di Alatri in collaborazione con la Fondazione Mastroianni e l'Associazione Culturale Magnolia, con oltre ottanta opere di Giacomo Manzł, tra sculture, disegni, incisioni e medaglie, realizzate tra gli anni Trenta ed Ottanta.
Questa retrospettiva, proposta in occasione della XXX Biennale d'Arte di Alatri, rappresenta un ulteriore importante contributo alla conoscenza dell'arte contemporanea perché certamente Manzł č uno dei pił grandi maestri della scultura a livello mondiale, che ha saputo rappresentare le aspirazioni dell'animo umano verso i pił alti valori morali, permeati di messaggio cristiano, riuscendo " a portare con me l'amore e la speranza, pensando alla Pace come un tesoro quotidiano", sono parole dell'artista.
I soggetti dell'opera di Manzł, che pur tuttavia hanno consentito all'artista di proporre innumerevoli opere, sono sostanzialmente pochi, il ritratto, il nudo femminile, la natura morta, il cardinale, ma sempre interpretati dal suo sentimento e non una semplice ripetizione di quanto appare all'occhio: interpretazione che gią traspare dalle sue prime opere, come in 'Sulamite' 1931-32, marmo e gesso, in cui il corpo rappresentato assume un valore puramente lirico ed i tratti del volto sono idealizzati.
Fra tante opere scultoree, ricordiamo 'Madonna della povertą', 1933, legno dipinto, i fregi in bronzo per il monumento ai fratelli Calvi, e diversi ritratti femminili, fra i quali citiamo quello di Anna Musso, 1941, bronzo, ed i due busti di Inge, certamente particolari, rispettivamente del 1965 e del 1967; ma anche il tema dei cardinali, proposti in argento (1950), in bronzo (1960) ed in marmo (1978-79).
Fra i dipinti, spesso il nudo femminile, come in 'Nudo', 1940, carboncino su carta antica ed in 'Donna distesa', 1977, matita su carta, ma anche il tema della famiglia, dei pittore e la modella, nature morte ed il ritratto del figlio Pio, 1952, carboncino su carta, ed un ritratto di Papa Giovanni XXIII, 1963, matita e tempera su carta.
Fra le incisioni, ancora il tema degli amanti, pittore e modella, personaggi mitologici e nature morte, come 'Fiori di campo', 1946-47, acquaforte e acquatinta.
Accompagna la rassegna, curata dal prof. Floriano De Santi, un volume di grande formato edito da Edizioni Magnolia, con la riproduzione delle opere e saggio critico del curatore.
Ad Alatri, presso il Chiostro dell'ex Convento San Francesco, sino al 20 novembre p.v., tutti i giorni con orario 9,00-13,00 e 16,00-20,00; biglietto d'ingresso intero E 5,00, ridotto E 2,50.